Come per uno strano scherzo del destino, il tanto atteso corteo dei lavoratori dell’industria ha visto una tragica conferma della fondatezza della sua piattaforma di lotta: a pochi chilometri da dove manifestavano i 5.000 operai (stime de La Repubblica Firenze e Corriere Fiorentino), e per la precisione a Sesto, il 48enne Corneliu Titi Teslaru, in trasferta da Treviso, è morto schiacciato da un macchinario l’ultimo giorno di lavoro, lasciando la moglie e due figli. La notizia ha raggelato la manifestazione, che si apprestava a partire, e il tema della sicurezza vi è improvvisamente divenuto centrale: le notizie al riguardo ci giungono da La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno. Muore l’umanità anche a Sollicciano: mentre il settore della psichiatria arranca in tutta la regione, sia per gli adolescenti e i bambini che per gli adulti, come riportano le prime due testate qui citate, l’Associazione Nazionale dei Magistrati ha anch’essa criticato la «disumanità» della disposizione dei detenuti sui materassi per terra, che, si spiega (perché c’è bisogno di spiegarlo) non è giustificata dall’«emergenza negli istituti carcerari». Un’emergenza di cui approfittano i criminali ancora a piede libero, tanto da costringere il Comune a convocare le aziende di food delivery insieme ai sindacati per discutere delle continue aggressioni ai fattorini: falsi clienti, secondo quanto apprendiamo da La Nazione Firenze, li attirano «in zone isolate della città con l’unico obiettivo di derubarli», malmenandoli laddove hanno provato a opporre resistenza. Relativamente più tranquilla la situazione dei netturbini di Alia, ma solo su questo fronte: tra «poco personale, carichi di lavoro pesanti e turni contestati» addirittura accade, è testimonianza affidata al Corriere Fiorentino, che «a causa di un coordinamento sbagliato vengono mandati a svuotare cassonetti già vuoti, mentre altre parti di Firenze traboccano di spazzatura», e così sono giunti a riunirsi in protesta direttamente sotto Palazzo Vecchio; peraltro, sul Lungarno Torrigiani si segnala una pila di rifiuti «non conformi» ma non ritirati da tre giorni. Non è questione di «raccolta ferma a 20 anni fa», ché sarebbe anzi un bene tornare a come tutto funzionava allora, cassonetti in primis, ma della manifesta incapacità del duo Irace-Perra di gestire l’azienda, dalla quale dovrebbero avere perlomeno il buon gusto di dimettersi. Chissà se il “bollino di inciviltà” che con tanta solerzia taluni operatori appongono sui rifiuti non conferiti può estendersi al comportamento di altri fiorentini, come i 16 individuati in piazza Beccaria che, nonostante i cantieri e i cartelli, con l’arroganza tipicamente nostrana si rifiuta di scendere dalla bici nelle strettoie. Ci chiediamo questo come ci chiediamo che pasticcio abbia mai combinato il Comune con le proroghe per gli studentati, dapprima estese da gennaio ad aprile per poi veder “fuori tempo massimo” persino l’unico che si è preoccupato di presentare domanda, il Social Hub di viale Spartaco Lavagnini che citavamo ieri, con la motivazione che «nessuna proroga sarebbe mai stata concessa». Interviene in merito, oltre a La Nazione Firenze che ha dato conto del surreale sviluppo, la consigliera Del Re (Firenze Democratica), la quale ha spiegato come l’amministrazione avesse annunciato una dilazione nei fatti mai formalizzata, «dando origine a un evidente cortocircuito amministrativo e politico». Dice bene il vicepresidente Draghi (Fratelli d’Italia) nella sua ultima intervista a La Repubblica Firenze: «Il centrodestra deve svegliarsi», identificando correttamente il problema non nei sondaggi più o meno onesti sulla Funaro, ma nell’operato dell’opposizione. E se la sua proposta di piano casa è modellata sull’esempio viennese («case per i lavoratori anche derogando ai volumi zero», concordando in ciò con la sindachessa), Il Tirreno Firenze ci riporta alla realtà della situazione attuale, in cui nel primo semestre di quest’anno i prezzi delle abitazioni sono cresciuti dell’1.3%, ma se ne vendono il 3.8% in meno, stridente contrasto col +6.4% della media nazionale. I proprietari, come chiunque altro in questa città del resto, «non fanno sconti». (JCM)
In copertina: Copyright Fotocronache Germogli



