Le fiamme questa volta hanno avvolto la Spedi di Migliarino, mentre a Vico l’aria è ancora acre. La Giunta regionale invece pensa all’assessorato alla felicità.
Ormai è molto più di un segnale chiaro ed evidente se sarà confermata l’origine dolosa del rogo alla quarta azienda che si occupa di rifiuti in Toscana. Questa volta il rogo si è sprigionato nella mattinata di ieri nella ditta Spedi di Migliarino Pisano.
Impossibile davvero ignorare che, in un solo mese, l’incendio di ieri sia il quarto che coinvolge un’azienda di smaltimento rifiuti in Toscana. La cadenza è quasi regolare: prima ad andare a fuoco fu la Delca Energy di Vico Pisano l’8 giugno, poi è toccato alla ReAl srl di Empoli il 13 giugno e una settimana dopo (il 18 giugno) è stata avvolta dalle fiamme la Bogi Vinicio a Livorno.
Anche questa volta l’incendio ha coinvolto un capannone di stoccaggio rifiuti, in particolare dove si trovavano batterie per auto anche se, in realtà, l’inventario di cosa contenesse il capannone bruciato e quanta quantità di rifiuti sia arsa deve ancora essere consegnato ai Vigili del Fuoco, che devono capire da dove sia partito l’innesto e l’origine, colposa o dolosa.
La Spedi di Migliarino, che appartiene al gruppo lucchese Ageco spa, è un’azienda che tratta infatti molti rifiuti anche speciali ed ha un’attività estesa a tutto il territorio nazionale. L’impianto di Migliarino si sviluppa su 42mila metri quadrati autorizzati per rifiuti speciali pericolosi e non, di cui 14mila metri quadrati coperti con una capacità di stoccaggio in totale di 10mila tonnellate di rifiuti.
L’incendio è stato domato solo nel primo pomeriggio e dopo sono iniziate le operazioni di bonifica. Per fortuna, l’incendio si è sviluppato quando l’impianto era chiuso e nessuna persona è rimasta coinvolta ma sono servite 4 squadre, 4 autobotti, un’autoscala, una maxi autobotte, oltre 50 Vigili del Fuoco per spengere il rogo.
Panico fra la popolazione per la qualità dell’aria e i possibili rischi per la salute, tant’è che, in via precauzionale, il sindaco Massimiliano Angori ha emesso un’ordinanza per disporre la chiusura di finestre e porte delle abitazioni circostanti e limitare l’uscita di casa.
Intanto fra Vico Pisano e Calci, a un mese dal rogo della Delca, non si placano le polemiche fra l’opportunità di collocare queste aziende vicino ai centri abitati, alle quali l’assessore all’ambiente David Barontini ha saputo replicare solo scaricando il barile: lui ha ereditato la gestione del sito, la cui localizzazione era già stata definita decenni fa.
Intanto, l’aria continua ad essere acre e nei giorni scorsi ha fatto rumore l’appello lanciato sui social dalla professoressa Elisa Giuliani del dipartimento di economia e management dell’Università di Pisa per avviare una campagna fondi per sostenere un percorso di analisi ambientali da affidare a professionisti indipendeti. Dopo aver lanciato il sasso nasconde la mano e si arrampica sugli specchi, puntualizzando che l’iniziativa “non nasce per mancanza di fiducia nel lavori di Arpat e le autorità competenti”, ma perché “credo che una parte importante dei terreni – penso a Calci, Montemagno, Vico Pisano e altre zone – non verrà campionata e giustamente tutti noi (che qui viviamo) – soprattutto chi ha terreni, ulivi, animali – vorrebbe capire cosa si è depositato a terra e con quale intensità”.
Intendiamoci, richiesta più che lecita perché dopo il susseguirsi di roghi in aziende di rifiuti che sappiamo essere segnali della malavita organizzata e controlli “leggeri” sulla salubrità di aria, terra e acqua, abbiamo la certezza che a Palazzo del Pegaso vivano in una realtà parallela dove le priorità sono altre. Come la modifica appena approvata dalla maggioranza di modificare lo Statuto della Regione Toscana introducendo il principio dell’identità toscana, il diritto al perseguimento della felicità, alla connettività e la possibilità per il governatore di nominare il nono assessore della Giunta.
Il presidente Eugenio Giani, che ha espresso “grande soddisfazione” per l’approvazione di questa modifica statutaria, quali risposte dà alla professoressa Giuliani e a tutti gli altri toscani preoccupati per la loro salute?

