Seano, Sudd Cobas rivendica: «Vittoria, non ci fermano con sgomberi e violenze»

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«Respinto l’ennesimo attacco al diritto di sciopero».

 

Ieri il Tribunale di Prato ha rigettato il ricorso d’urgenza ex art. 700 che 51 Pronto Moda, a cui si era aggiunta anche la stessa Acca, avevano presentato per richiedere al giudice di:

Ordinare al SUDD Cobas l’immediata cessazione di qualsiasi condotta materiale che impedisca, ostacoli o rallenti l’accesso ai predetti magazzini e il ritiro delle merci ivi depositate di proprietà delle imprese ricorrenti [e] Per l’effetto, ordinare al SUDD Cobas di consentire alle ricorrenti l’immediato accesso ai magazzini di ACCA srl per il ritiro delle merci di loro proprietà.

Questa decisione ha due aspetti importanti, secondo il Cobas. «Il Tribunale, oltre a non mettere in discussione la legittimità dello sciopero, ha riconosciuto quello che diciamo dal primo giorno, smentendo la narrazione drammatizzante arrivata dagli imprenditori: i pronto moda non stanno subendo alcun danno irreparabile che metta a rischio la continuità aziendale. Dall’inizio, ACCA e i pronto moda stanno giocando una partita politica, tesa a delegittimare il diritto di sciopero e screditare il SUDD Cobas. Questa partita ieri è stata persa».

Sempre ieri, sciopero di solidarietà con i lavoratori ACCA alla Logistica ShunDa.
«Negli scorsi giorni avevamo documentato come lo scarico di merci destinate al magazzino Acca di Seano fossero state dirottate alla ShunDa. Si tratta della merce di importazione che arriva dalla Cina e che viene poi distribuita in Europa. Una lezione per ACCA: se spostate la merce, spostate la lotta. Al tavolo istituzionale di appena 48h fa l’azienda aveva spergiurato di aver cessato definitivamente quel tipo di attività (al centro del l’indagine per frode fiscale della Procura Europea). E invece no. Come avevamo detto al tavolo, si trattava dell’ennesimo bugia. L’ennesima bugia dalle gambe corte».

Ieri sera, invece, nuovo carico abusivo di merce «individuato e bloccato» al Macrolotto 2. Stessi autotrasportatori. Stessa merce. Ma lavoratori diversi, impiegati senza nessuna condizione di sicurezza. Non c’è più tempo. Servono un’ordinanza del Comune e controlli subito.

Il presidio continua in via Carpi all’altezza del civico n. 17. «Con assalti e sgomberi hanno provato a metterci in trincea davanti al magazzino di Seano. Abbiamo resistito e siamo usciti dalla trincee per tornare all’attacco», termina la nota.