Montedomini, case pubbliche su Booking e Airbnb: chi le ha autorizzate? Al solito, verifiche a cose fatte dal Comune

GERMOGLI PH 8 MARZO 2011 FIRENZE PALAZZO VECCHIO NELLA FOTO MAURIZIO FRITTELLI

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E per oltre sei anni l’ente non incasserà di fatto nulla, mentre gli appartamenti potranno produrre reddito turistico immediatamente.

 

Due appartamenti di proprietà pubblica finiti su Booking e Airbnb come Guelfa Palace 81. E la deroga all’uso turistico scritta nero su bianco nel bando dell’ente. È il caso sollevato oggi dal Corriere Fiorentino e rilanciato in due note da Sinistra Progetto Comune e da Luca Santarelli di Noi Moderati. Al centro l’ASP Firenze Montedomini.

Secondo Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune «non ci risulta essere la storia di un conduttore che aggira le regole». «Basta leggere gli atti, pubblicati sul sito dell’ente», spiega. L’avviso del 22 maggio 2025 mette a bando due unità «ad uso abitativo» e vieta attività «in contrasto con le finalità statutarie». Ma lo schema di contratto allegato, all’articolo 13, introduce una «espressa e specifica deroga»: «In considerazione della ubicazione degli immobili in zona di elevato interesse turistico, il locatore consente sin d’ora al conduttoredirettamente o mediante l’intermediazione di soggetti terzi – di destinare gli immobili oggetto di locazione strutture ricettive extra-alberghiere con le caratteristiche della civile abitazione».

Tradotto: case vacanze, affittacamere, bed & breakfast. «L’uso turistico non è un abuso scoperto dopo, è una possibilità messa nero su bianco dall’ente pubblico prima ancora di sapere chi avrebbe vinto».

Per Palagi non è un episodio isolato. «La stessa deroga compariva già nella bozza di contratto del bando per via Guelfa 77, nell’ottobre 2022». Al contrario, negli alloggi dell’Isolotto compare «il solo divieto di sublocazione, senza alcuna apertura turistica».

Conclusione: «È dunque una scelta mirata: dove il mercato turistico rende di più, il patrimonio di un’azienda pubblica di servizi alla persona viene messo a disposizione della rendita ricettiva».

239 metri quadri in centro a un canone a base d’asta di 2.000 euro mensili, per 16 anni rinnovabili. Con compartecipazione dell’ASP alle ristrutturazioni fino a 130.000 euro recuperata a scomputo dei canoni: «dieci mesi senza affitto e poi circa 65 mesi di canone azzerato».

«Per oltre sei anni l’ente non incasserà di fatto nulla, mentre gli appartamenti possono produrre reddito turistico immediatamente», attacca Palagi. Che segnala anche un affidamento di consulenza legale a febbraio 2026 sulla «gestione del contratto di locazione» di via Guelfa, «con tanto di omissis nell’oggetto pubblicato».

Il paradosso, per SPC, è che quegli appartamenti sono contigui all’ex convento di Sant’Agnese, che dal 2023 il Comune promette di ricomprare dall’ASP per farne social housing. «Nel frattempo la stessa ASP predispone contratti che aprono agli affitti turistici al civico 81 e avvia un bando commerciale al 79/A».

Il Presidente di Montedomini dichiara che «affitti brevi lì non se ne possono fare» e la Sindaca annuncia verifiche. Ma per Palagi «la destinazione turistica sta scritta nello schema di contratto predisposto dalla stessa ASP, pubblicato online da quattordici mesi».

Per questo è stata depositata «un’interrogazione urgente» per chiedere «chi ha autorizzato quella clausola, se il Comune ne fosse informato, se la destinazione turistica sia compatibile con le regole che la città si è appena data».

Duro anche Luca Santarelli di Noi Moderati. «Con sincera preoccupazione si è appreso dall’articolo apparso oggi sul Corriere Fiorentino, che alcune proprietà del Montedomini sono destinate a turistico ricettivo e altre persino a commerciale, apparentemente in contrasto con lo Statuto».

«Ancor di più, desta stupore il fatto che il presidente Frittelli, da quello che si legge nell’articolo, deve fare i controlli. Nulla sapeva quindi? Chi ha autorizzato e cosa?», incalza Santarelli.

E la stoccata politica: «In un momento nel quale la sinistra della città di Firenze sta lavorando per procedere ad adottare strumenti per ‘requisire’ gli immobili privati, questa notizia, unitamente al cospicuo patrimonio vuoto, desta non solo stupore, ma anche preoccupazione. Tanta distrazione per le cose che accadono sotto gli occhi».