Lo sciopero dei riders ha alfine assunto la forma di una biciclettata partita da un presidio in via Cavour, inframmezzata da aneddoti e testimonianze circa turni da 16 ore e mance rarissime, paghe uguali a 5 anni fa mentre la città si svuota sempre di più, privandoli così del vitale bacino di clientela per la loro sopravvivenza. La richiesta principale è la contrattualizzazione, mentre le aziende, Glovo e Deliveroo nella fattispecie, hanno promesso l’attuazione delle misure anti-caldo, coi sindacati a incalzare ricordando che «servono i fatti»: la sintesi ci perviene da Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze. È stato invece ordinato lo scioglimento, leggiamo sui primi due, del presidio all’Acca SRL di Seano: dal tribunale di Pisa hanno accolto il ricorso degli imprenditori cinesi, ribaltando la sentenza dei colleghi di Prato che invece avevano dato ragione al SUDD COBAS, il quale ha denunciato l’illiceità della sentenza nel momento in cui non vi sono stati né udienza né contraddittorio, impedendo così ai sindacalisti qualsiasi diritto di difesa. Lunedì, comunque, annuncia il Corriere Fiorentino, a dar manforte al fronte degli scioperanti arriveranno gli autisti degli autobus, tra i quali tuttavia si annidano anche individui a dir poco disonesti, come quelli che hanno multato un padre di due figli i cui biglietti erano scaduti nel tragitto a causa del traffico: 126€ di multa, sui quali si spera verranno condotte le dovute investigazioni con ritiro del provvedimento. Ci è voluta infatti un’ora per venire a capo dell’ingorgo alle Cure, lungo il Mugnone, per colpa di cantieri peraltro neanche iniziati e che hanno mandato in tilt la viabilità per tutta la mattinata di ieri fino alle 11, ci conferma parallelamente Il Tirreno Firenze; l’investigazione riguarderà invece il cubo nero ad opera dell’UNESCO, che potrebbe far entrare la nostra città nella «lista dei siti in pericolo», al netto delle minimizzazioni dell’assessore Biti, riportate anche su La Nazione Firenze; il consigliere Sabatini (Lista Schmidt) ha già presentato un’istanza a Giani affinché attivi le necessarie procedure e i dovuti meccanismi di vigilanza al riguardo. Dal Consiglio di Stato, è anche questa notizia de La Nazione Firenze, è stato intanto decretato l’obbligo di rifacimento del bar degli Uffizi, rigettando il ricorso della Compass sulle «presunte incongruenze tra le regole indicate nel bando e le indicazioni date in corso d’opera». E proprio le difformità dei parametri hanno propiziato l’indicazione di rifare calcoli e valutazioni per decidere chi si prenderà l’appalto dei bar e dei ristoranti della struttura. Spuntano intanto due nuovi B&B in via Guelfa, all’interno di una proprietà dell’ASP Montedomini, che il Comitato Salviamo Firenze, citato dal Corriere Fiorentino, addita come «attivati nonostante il blocco» e al netto della proclamata finalità del «social housing» ma prenotabili sia su Booking che su Airbnb. Ad analizzare i numeri, il consigliere Palagi (Sinistra Progetto Comune) sul Tirreno Firenze: secondo i suoi calcoli, le locazioni brevi in città sono «il 13% degli alloggi disponibili», sottolineando come il mercato degli affitti brevi sia controllato da una «minoranza organizzata» che «controlla lo stock», per una proporzione di un 7-8% su una fetta di mercato del 41%. Scarseggiano, al contrario, i posti nelle RSA: da La Repubblica Firenze apprendiamo di una lista d’attesa lunga 1.800 persone per una spesa di 3.000€ al mese in tutta la Toscana. Fosca anche la situazione dei piccoli commercianti di viale Europa e viale Giannotti, che per via dei cantieri della tranvia annoverano cali d’incassi del 40% e un’assoluta insufficienza degli sconti sulla TARI, chiedendo essi, per tramite de La Nazione Firenze, «maggiore chiarezza» all’amministrazione comunale. Parla infine, ai microfoni del Corriere Fiorentino, l’87enne salvatosi da Sollicciano, dove peraltro rivela di essere già stato più volte negli anni ma di non aver mai visto l’«inferno» di adesso, per scontare la sua pena nella ben più adatta struttura rifredina di Casa Caciolle. Non parlerà purtroppo più, per contro, il 23enne bengalese, anch’egli condannato per furto, che si è impiccato nella sua cella nell’altrettanto sovraffollato carcere di Lucca. (JCM)



