Alia Plures cambia pelle. La trasformazione da Multiutility a società corporate – S.p.A. o Srl – è entrata nel vivo. Tuttavia, dopo alcuni incontri tra azienda e organizzazioni sindacali, i nodi restano tutti sul tavolo.
La posizione più netta è quella della FIADEL (Federazione Italiana Autonoma Dipendenti Enti Locali). Per il sindacato il rischio è di «ridurre i servizi a mero strumento finanziario, senza impianti e con il rischio di cessione dell’asset Ambiente, privando cittadini e operatori del settore di quella riserva di valore rappresentata dai rifiuti nel contesto dell’economia circolare». Più allineate le altre sigle.
Nodo lavoratori: tutele e passaggio diretto
Il punto più caldo è quello del personale. La FIADEL chiede che le liste del personale legato alle concessioni siano definite solo «previo confronto vincolante» con i sindacati, con diritto di verifica, modifica e aggiornamento.
La richiesta è di includere «tutto il personale stabilmente e continuativamente impiegato», anche se assegnato alla corporate o con contratti atipici. E chiede di blindare ogni modifica: «Preventivamente concordata con RSU/RSA e adeguatamente motivata per iscritto».
Non solo, FIADEL chiede il «passaggio automatico e integrale» dei dipendenti al soggetto subentrante in caso di cambio concessione, «con mantenimento integrale dell’anzianità e di tutte le condizioni economiche». Obiettivo: zero esuberi.
Esternalizzazioni e controllo
Secondo punto di frizione: gli appalti. Per la FIADEL il riassetto «non può essere usato per favorire processi di esternalizzazione delle attività core» senza una valutazione preventiva con i sindacati e la dimostrazione dell’impossibilità di gestione interna.
Da qui la richiesta di un «sistema di monitoraggio permanente con accesso sindacale a dati su occupazione, appalti ed evoluzione delle condizioni di lavoro» per «tenere tutto sotto controllo».
Il tema economico e il welfare
Sono emersi anche temi legati al potere d’acquisto dei lavoratori e alle misure di sostegno, rispetto ai quali la FIADEL ha presentato proprie proposte di cui l’azienda pare aver preso atto.
Il cuore del problema: gli impianti
Oltre alle tutele, c’è il tema industriale. La paura della FIADEL è che la corporate svuoti Alia-Plures degli impianti, «con il rischio di cessione dell’asset Ambiente». E che i rifiuti, da riserva di valore nell’economia circolare, diventino solo una posta finanziaria.
«Senza impianti il valore esce dal territorio. E con esso posti di lavoro e controllo pubblico sul ciclo», conclude il sindacato.
Il confronto ora entra nel merito. In ballo c’è il futuro di un servizio essenziale per milioni di cittadini e la qualità del lavoro per tanti dipendenti.




