Giorgio, l’assessore alla sicurezza che su instagram fa i “like” al vandalismo. Le critiche del centrodestra

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Un atto vandalico ripostato e commentato dall’assessore Giorgio che, tra le sue deleghe, ha proprio quella alla Sicurezza e alla Polizia municipale

 

Una lapide, un pennarello rosso, e un ragazzo che scrive “Carlo Giuliani” cancellando il nome “Gaetano Alimonda” inciso sulla targa che dà il nome alla piazza — si tratta di Piazza Alimonda a Genova, dove Giuliani fu ucciso durante il G8 del 2001 — ed è quel video, ripostato e commentato con un “ora e per sempre” dall’assessore Andrea Giorgio sul proprio Instagram, a scatenare la reazione del centrodestra fiorentino; i capigruppo Luca Santarelli (Misto-Noi Moderati), Angela Sirello (FdI), Alberto Locchi (FI), Eike Schmidt (Lista Civica) e Guglielmo Mossuto (Lega) parlano di un episodio “grave”, tanto più perché commesso da chi tra le deleghe ha proprio Sicurezza urbana e Polizia municipale: “Qualunque sia la motivazione addotta, un atto vandalico resta un atto vandalico. È grave che chi rappresenta le istituzioni scelga di dare visibilità a un gesto potenzialmente penalmente rilevante, anziché condannarlo con fermezza”; e aggiungono, senza sconti alla causa evocata dal gesto: “Un assessore non è un attivista qualunque: ha il dovere di rispettare e difendere la legalità, anche quando il bersaglio dell’azione non incontra le sue simpatie politiche. Non esistono vandalismi “buoni” se commessi in nome dell’ideologia giusta”.

La richiesta è duplice, rivolta prima all’assessore poi direttamente alla sindaca: “Chiediamo all’assessore Giorgio di rimuovere immediatamente il video, prendere pubblicamente le distanze dall’accaduto e chiarire la propria posizione. Chiediamo inoltre alla sindaca Funaro se ritenga questo comportamento compatibile con la permanenza nella Giunta comunale”; e chiudono con un affondo che travalica il singolo episodio: “Firenze merita amministratori capaci di rappresentare tutti i cittadini, non esponenti istituzionali che strizzano l’occhio a chi danneggia il patrimonio pubblico. La legalità non può essere applicata a corrente alternata”.

Non è il primo scontro tra lo stesso fronte e Giorgio, già protagonista di un caso di offese “fuori microfono” al consigliere Santarelli, e la vicenda — per quanto il gesto ripreso sia una scritta a pennarello — pone comunque alla Giunta Funaro una domanda: quanto può permettersi un assessore alla sicurezza di simpatizzare pubblicamente con un atto che, formalmente, resta imbrattamento di un bene pubblico, prima che il caso smetta di essere suo e diventi dell’amministrazione intera.