Caso Montedomini, il corto circuito di Palazzo Vecchio: il blindaggio di Frittelli e le giravolte di Funaro

GERMOGLI PH: 22 MAGGIO 2025 FIRENZE INAUGURAZIONE DEL NUOVO PARCHEGGIO SCAMBIATORE DI VIALE EUROPA NELLA FOTO LA SINDACA DI FIRENZE SARA FUNARO

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La maggioranza respinge la richiesta delle opposizioni di un’informativa urgente in Consiglio. Ma sul tavolo restano interrogativi pesanti sulle scelte che hanno consentito gli affitti turistici e che investono direttamente il tema della trasparenza nella gestione del patrimonio pubblico

 

Mentre il Comune sventola la bandiera della lotta agli affitti brevi, l’azienda pubblica di assistenza affittava appartamenti ai turisti. La difesa d’ufficio di Sara Funaro scavalca il Consiglio Comunale e rinvia le soluzioni al 2027, lasciando aperti enormi interrogativi sul sistema di potere e sulle nomine della storica ASP fiorentina. Un paradosso politico ed etico difficile da digerire. L’affaire Montedomini si sta trasformando in un terreno di scontro durissimo, scoperchiando una contraddizione evidente: da un lato la sindaca Sara Funaro si intesta la crociata per il blocco degli affitti brevi; dall’altro la più importante Azienda di Servizi alla Persona della città — il cui vertice è di diretta nomina pubblica — ha consentito per anni che parte del proprio pregiato patrimonio immobiliare venisse destinato proprio al mercato turistico extra-alberghiero.

Lo strappo istituzionale consumatosi durante l’ultima conferenza dei capigruppo ha mostrato quanto il clima sia teso. Di fronte alla richiesta compatta delle nove forze di opposizione — da destra a sinistra — di far riferire d’urgenza la sindaca in Consiglio, la maggioranza ha risposto erigendo un muro di gomma e bocciando l’intervento al termine di un confronto infuocato. Un blindaggio in piena regola, seguito a ruota da una frettolosa benedizione pubblica: dopo la conferenza stampa del presidente di Montedomini, Maurizio Frittelli, la sindaca ha infatti liquidato la questione ringraziandolo sbrigativamente per aver “fatto chiarezza”. Una difesa d’ufficio per chiudere il caso prima che diventi incandescente, contornata dalla solita promessa proiettata nel futuro.

Per rispondere alle denunce del comitato Salviamo Firenze e alle sollecitazioni di sindacati come CGIL e Sunia, Funaro ha annunciato l’intenzione di inserire circa trenta appartamenti sfitto-vuoti di Montedomini nel piano casa con la Banca Europea degli Investimenti per realizzare alloggi ad affitto calmierato. I lavori, però, dovrebbero iniziare soltanto nel 2027. Un espediente che sa di maquillage politico: tirare in ballo la BEI e spostare le soluzioni non cancella la grave responsabilità di aver sottratto per lungo tempo quegli immobili all’emergenza abitativa della città, proprio mentre la giunta predicava il contrario.

La posizione della prima cittadina appare ancora più vulnerabile se si considera il suo passato amministrativo. Prima di guidare il Comune, Sara Funaro è stata per dieci anni assessora alle Politiche Sociali e alla Sanità, delega che da sempre cammina a braccetto con l’attività e le nomine del Consiglio di Amministrazione di Montedomini. Il rapporto con Maurizio Frittelli e con la governance dell’ASP non nasce oggi, ma si fonda su un’evidente e duratura continuità politica. Risulta dunque difficile credere che l’amministrazione fosse all’oscuro delle scelte gestionali dell’ente. I quesiti sollevati dai consiglieri di opposizione e dai comitati cittadini rimangono tutti aperti e pesantissimi.

Resta da chiarire chi decise tra il 2021 e il 2022 di inserire nel regolamento dell’ASP la clausola che consentiva esplicitamente la destinazione turistica dei locali, e per quale motivo quell’articolo sia rimasto in vigore persino dopo il primo stop agli affitti brevi approvato da Palazzo Vecchio nel 2023. L’idea che un’azienda pubblica nata per la carità e il sostegno ai più deboli abbia spalancato le porte al turismo di massa rappresenta un punto di non ritorno. Per questo le opposizioni unite stanno spingendo per l’istituzione di una Commissione d’Inchiesta formale. Se la sindaca pensa di aver spento l’incendio ringraziando il Presidente Frittelli e rinviando ogni risposta concreta al 2027, rischia di scoprire molto presto che i cittadini fiorentini pretendono trasparenza e un’assunzione di responsabilità politica che, fino ad oggi, è del tutto mancata.