Per dieci anni Sara Funaro ha seguito il welfare cittadino mentre Montedomini metteva a bando immobili destinabili a strutture ricettive. Successivamente ha sostenuto la nomina di Luigi Paccosi alla guida di Casa S.p.A.
Per anni la narrazione ufficiale del Comune di Firenze è stata chiarissima: guerra agli affitti brevi, tutela della residenzialità e difesa a oltranza delle fasce sociali più deboli. Eppure, dietro gli annunci e i proclami pubblici, si è consolidato un intreccio politico e gestionale che smentisce nei fatti questa linea. Al centro di questo snodo c’è un legame a doppio filo ben preciso: quello tra Luigi Paccosi, manager di punta del terzo settore e dell’assistenza fiorentina, e Sara Funaro, per dieci anni Assessora al Welfare della città e oggi Sindaca di Firenze.
Per comprendere la vicenda occorre riavvolgere il nastro al decennio compreso tra il 2014 e il 2024. In quegli anni Paccosi guidava come Presidente l’ASP Montedomini, lo storico istituto pubblico cittadino dedicato all’assistenza e ai servizi sociali. Parallelamente, dal suo ufficio di Palazzo Vecchio, Sara Funaro esercitava per delega la vigilanza politica e l’indirizzo strategico su quello stesso ente. Proprio sotto questa gestione condivisa, diversi appartamenti di pregio di proprietà di Montedomini — situati nel centro storico di Firenze, in vie come via Guelfa, via Vacchereccia e via dell’Albero — sono stati messi a bando con clausole che permettevano ai conduttori di trasformarli in B&B e strutture ricettive per turisti. Una scelta sbalorditiva per un ente nato per fare sociale, avvenuta sotto gli occhi dell’assessorato guidato dalla Funaro, che per dieci anni non ha sollevato obiezioni sulla svendita turistica del patrimonio pubblico.
A rendere il quadro ancora più opaco è il ruolo privato di Luigi Paccosi. Mentre decideva le sorti del patrimonio immobiliare di Montedomini, Paccosi risultava infatti socio e amministratore unico della Italianroom S.r.l., una società privata fiorentina attiva nel settore turistico che si occupa di B&B, case vacanza e vendita di posti letto. Ci si trova di fronte a una palese sovrapposizione di ruoli e a un enorme problema di opportunità: chi amministrava gli immobili pubblici destinati al sociale era contemporaneamente il titolare di un’azienda privata proiettata nel business dell’accoglienza turistica. Una commistione imbarazzante che la politica fiorentina ha scelto di ignorare. Anziché chiedere spiegazioni su questi bandi o pretendere un chiarimento sui potenziali conflitti d’interesse, la politica guidata da Sara Funaro ha fatto l’esatto contrario: ha premiato e promosso Luigi Paccosi. Nel giugno 2025, ormai insediatasi come Sindaca di Firenze, Funaro ha avallato la nomina di Paccosi alla presidenza di Casa S.p.A., la società partecipata al 59% dal Comune che gestisce l’Edilizia Residenziale Pubblica di tutta l’area fiorentina. Chi ha avallato la trasformazione in B&B degli alloggi del welfare — gestendo al contempo una propria agenzia turistica — è stato così messo a capo della regia di tutte le case popolari della città.
Non solo: Sara Funaro continua a figurare, insieme a Paccosi, all’interno del Consiglio di Indirizzo della Fondazione Montedomini. Le accuse che oggi investono Palazzo Vecchio non nascono da uno scontro ideologico, ma da fatti oggettivi. La sindaca Funaro non può chiamarsi fuori da questa vicenda sostenendo di non sapere: per un decennio ha supervisionato l’ente del welfare da assessora e successivamente ha promosso Paccosi nei posti chiave della casa pubblica. Non si può combattere l’overtourism a parole durante i comizi e poi tollerare che il patrimonio dei fragili venga aperto alle locazioni turistiche, premiando i protagonisti di quelle scelte. Di fronte a questa catena di omissioni, nomine inopportune e trattamenti di favore, la giunta comunale ha l’obbligo morale e politico di fare piena trasparenza e rispondere direttamente alla città.

