Mentre Intesa Sanpaolo lancia l’Opas sul Monte dei Paschi e agita Siena e l’intera Toscana, a Firenze e dintorni si muove un altro pezzo della scacchiera. Cassa Centrale entra col 15% in Banca Cambiano 1884. E il dg di Castagneto Banca 1910, Fabrizio Mannari, intervistato da Firstonline, prova a ridimensionare: «Assolutamente no, non è il risiko della Toscana».
Peccato che assomigli molto a un riassetto. Cassa Centrale “si prende” la regione con due banche non concorrenti: Cambiano a Firenze e nel centro, Castagneto da Grosseto a Lucca. «Le regole del credito cooperativo prevedono l’espansione per comune limitrofo, sarebbe stato impensabile coprire l’intera regione con la sola Castagneto», spiega Mannari nel colloquio con Firstonline. Tradotto: lo facciamo in due.
Il messaggio più politico è, però, per Cambiano stessa. L’ingresso serve a «dotare la Banca di mezzi patrimoniali» e a darle, secondo Mannari, «un autorevole supporto in tema di organizzazione aziendale e indirizzo strategico con una visione meno autoreferenziale». Dopo essere uscita dal credito cooperativo con la legge Renzi, Cambiano rientra nell’orbita di una capogruppo Bcc. Governance, NPL, CET1: tutto da manuale Cassa Centrale. Una risposta ordinata alla tempesta che arriva da Milano con l’Opas su Mps.
E su Firenze la linea è chiara: Castagneto vuole aprire. Con Cambiano ci sarà concorrenza, ma Mannari rilancia subito l’alleanza: «Mi auguro un’alleanza che permetta ad entrambi di competere con logiche di frazionamento del rischio su operazioni anche di medio grande dimensione». Ovvero: se le big si mangiano Mps, le banche locali toscane devono fare squadra per non sparire.
A dare forza alla posizione ci sono i numeri di Castagneto: utile 2025 da record a 18,3 mln, CET1 al 23,3%, NPL al 3,4% e sofferenze a zero. Più 540 nuovi soci e +161 mln di raccolta. E la Fondazione nata a gennaio 2025 per autismo, Alzheimer e ospedali: il racconto Bcc del profitto che torna al territorio.
In sintesi: mentre il risiko nazionale passa da Siena, la Toscana del credito cooperativo risponde riorganizzandosi in casa. Mannari dice che non è risiko. Ma due banche, una capogruppo, e l’obiettivo dichiarato di competere insieme contro i grandi, sembrano mal-celare una strategia.
La verifica sarà a Firenze. Quando Castagneto aprirà davvero, l’«alleanza» con Cambiano reggerà o diventerà cannibalismo?

