Da Fakir Abderrahim ai “programmi di formazione” per vigili urbani: per AVS sul banco degli imputati c’è sempre la divisa

GERMOGLI PH 9 OTTOBRE 2024 FIRENZE PALAZZO VECCHIO PIAZZA DELLA SIGNORIA FESTA DELLA POLIZIA MUNICIPALE

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Mentre Firenze continua a fare i conti con aggressioni, spaccio, baby gangs e quartieri sempre più ostaggio del degrado, c’è chi ha finalmente individuato quella che, evidentemente, considera la vera emergenza cittadina

 

Non il rafforzamento del presidio del territorio. Non più strumenti per gli agenti. Non un piano straordinario contro criminalità e illegalità. No. La priorità, secondo Alleanza Verdi e Sinistra, è una nuova mozione per istituire un “programma permanente di formazione specialistica per gli agenti della Polizia Municipale” impegnati nelle attività di fermo, arresto e gestione delle persone non collaborative.

L’iniziativa, presentata dai consiglieri Vincenzo Pizzolo, Caterina Arciprete e Giovanni Graziani, nasce sulla scia della morte di Fakir Abderrahim. Nel comunicato diffuso dal gruppo si legge che «la morte di Fakir Abderrahim ci ha fatto rivivere la storia di Riccardo Magherini, ferita ancora aperta per tutta la nostra città» e che questi episodi «impongono una riflessione seria nella gestione del potere coercitivo da parte dello Stato». I consiglieri precisano anche che la loro proposta «non nasce per mettere sotto accusa chi quotidianamente lavora per garantire la sicurezza della nostra città», ma dall’esigenza di «dare loro tutti gli strumenti necessari per affrontare situazioni delicate e complesse», sintetizzando il messaggio nello slogan: «Più formazione significa più sicurezza per tutti».

Parole che inevitabilmente aprono una domanda politica: è davvero questa la priorità di Firenze? Perché mentre residenti e commercianti denunciano un aumento degli episodi di violenza, dello spaccio, delle baby gang e del degrado urbano, l’ennesima battaglia tutta simbolica scelta da AVS non riguarda chi delinque, ma il modo in cui operano gli agenti chiamati a intervenire. Ma trasformare proprio questo tema nella bandiera politica del momento rischia di trasmettere un messaggio preciso. Ancora una volta il riflettore viene acceso su chi indossa la divisa, mentre sullo sfondo restano coloro che rendono necessario il suo intervento. Del resto, lo stesso comunicato di AVS insiste sul fatto che «la sicurezza non si costruisce solo con più controlli o con norme più severe», ma «anche investendo nella preparazione di chi ogni giorno opera sul territorio in situazioni delicate e ad alto rischio». Una posizione legittima, ma che finisce inevitabilmente per relegare in secondo piano proprio quelle richieste di maggiore presenza sul territorio che arrivano da molti cittadini.

La mozione ha già trovato una dura replica da parte del consigliere del gruppo Misto – Noi Moderati Luca Santarelli, che contesta l’impostazione dell’iniziativa: «Da quanto ci è stato sempre riferito, in ogni occasione, gli agenti di Polizia Municipale seguono un’attenta formazione», osserva Santarelli. Da qui il suo ragionamento: «Delle due l’una: o la formazione prevista non viene svolta e allora la mozione di AVS-Ecolò avrebbe un senso; oppure la formazione esiste già e dovrebbe essere svolta con modi e forme gradite all’estrema sinistra, il che desterebbe preoccupazione».

Per molti fiorentini la priorità resta una città più sicura, con più controlli e una presenza più forte delle forze dell’ordine. Per AVS, almeno alla luce della mozione depositata, la priorità sembra essere un’altra.