Caso Montedomini, la sindaca sceglie ancora l’assenza. E la maggioranza alza un muro

GERMOGLI PH: 12 MAGGIO 2025 FIRENZE CONSEGNA CITTADINANZA ONORARIO AGLI STUDENTI STRANIERI RESIDENTI A FIRENZE NELL'AMBITO DELLO IUS SCHOLAE NELLA FOTO LA SINDACA DI FIRENZE SARA FUNARO

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Montedomini, il giorno delle risposte mancate. In aula non pesa solo il caso, ma soprattutto il silenzio della politica. AVS critica la governance di Montedomini fuori dall’aula, ma in Consiglio vota con la maggioranza

 

C’è un dato politico che, più di ogni dichiarazione, fotografa la seduta odierna del Consiglio comunale di Firenze: l’assenza della sindaca Sara Funaro proprio nel momento in cui Palazzo Vecchio era chiamato a confrontarsi su una delle vicende più delicate e discusse degli ultimi anni.

Il caso Montedomini non è più soltanto una questione amministrativa. È ormai una vicenda che investe la credibilità delle istituzioni cittadine, alimenta un acceso dibattito pubblico e genera tensioni perfino all’interno della stessa maggioranza. In un contesto simile, la presenza della sindaca avrebbe rappresentato un atto dovuto di responsabilità politica e di rispetto nei confronti del Consiglio comunale e dei cittadini.

L’opposizione ha cercato di ottenere un confronto immediato. La prima mozione d’ordine è stata presentata dal consigliere Luca Santarelli a nome di tutti i gruppi di opposizione, chiedendo la presenza in aula della sindaca. Respinta quella richiesta, il consigliere Dmitrij Palagi ha presentato una seconda mozione d’ordine, proponendo almeno un intervento organico dell’assessore al Welfare Nicola Paulesu sulla vicenda Montedomini, che andasse oltre le risposte ai singoli question time e alle domande di attualità, offrendo al Consiglio una ricostruzione complessiva dei fatti e della posizione dell’amministrazione. Anche questa proposta è stata bocciata. A motivare il voto contrario è stata la consigliera del Partito Democratico Innocenti, richiamando la linea già espressa dai capigruppo di PD, AVS-Ecolò e Lista Funaro. La maggioranza ha ribadito di essere “compatta”, sostenendo che la richiesta di una comunicazione della sindaca non sarebbe stata respinta ma soltanto posticipata, ricordando che sul tema è già stata concordata una Commissione Controllo. Quanto alla richiesta di un intervento più ampio dell’assessore Paulesu, è stata liquidata come un’iniziativa superflua, poiché l’assessore avrebbe comunque risposto ai question time e alle domande di attualità già previsti. Una spiegazione che può reggere sul piano procedurale, ma che convince molto meno su quello politico. Perché il punto non è stabilire se la comunicazione sia stata respinta o rinviata. Il punto è che, di fronte a una vicenda che domina il dibattito cittadino e che scuote la stessa maggioranza, la sindaca ha scelto ancora una volta di non presentarsi in aula, rinviando un confronto che molti ritenevano ormai non più procrastinabile. Allo stesso modo, sostenere che alcune risposte ai question time possano sostituire un’informativa politica appare una forzatura. Un conto è replicare a singole domande dell’opposizione; ben altro è assumersi la responsabilità di fornire al Consiglio e alla città una posizione chiara, organica e trasparente su una vicenda che coinvolge uno degli enti simbolo del welfare fiorentino.

Non meno significativo è stato il comportamento di AVS. Nelle dichiarazioni rilasciate alla stampa il partito chiede un cambiamento della governance di Montedomini, lasciando intendere l’esigenza di una discontinuità. In aula, però, al momento del voto, ha seguito disciplinatamente la linea della maggioranza, respingendo sia la richiesta della presenza della sindaca sia quella di un chiarimento immediato dell’assessore competente. Un atteggiamento che difficilmente passa inosservato e che rischia di svuotare di credibilità le prese di posizione affidate ai comunicati stampa.

La sensazione complessiva è quella di una maggioranza più preoccupata di gestire i tempi politici che di affrontare il nodo politico. Nessuno pretendeva che oggi venissero risolti tutti gli interrogativi sul caso Montedomini. Ma era lecito aspettarsi un’assunzione di responsabilità diversa, soprattutto da parte della prima cittadina. Le responsabilità giudiziarie se ci saranno seguiranno il loro corso. Quelle politiche, invece, esistono già oggi e non possono essere rinviate insieme a una comunicazione. Ed è proprio questo il messaggio che lascia la seduta odierna. Più che le parole pronunciate in aula, pesa ciò che è mancato: la presenza della sindaca e la volontà della maggioranza di aprire un confronto immediato. Perché quando una vicenda scuote la città, divide la politica e mette in discussione la fiducia nelle istituzioni, l’assenza rischia inevitabilmente di trasformarsi in un fatto politico.