Il Caso Montedomini arriva in Parlamento. E la domanda resta una sola: chi sapeva e chi doveva vigilare?

tiziana nisini lega (1)

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Il Montedomini-gate arriva in Parlamento: la Lega porta il caso alla Camera e chiede al Governo massima trasparenza sulla gestione del patrimonio pubblico

 

 

Il Montedomini-gate non è più una vicenda confinata alle cronache locali. Il caso che riguarda la gestione del patrimonio di una delle più importanti istituzioni pubbliche fiorentine è arrivato oggi alla Camera dei Deputati con l’intervento dell’onorevole Tiziana Nisini (Lega), che ha chiesto al Governo massima attenzione e trasparenza.

Dai banchi del Parlamento viene evidenziato un quadro sempre più inquietante: società costituite a ridosso dei bandi, capitali sociali minimi, immobili pubblici destinati a finalità sociali che sarebbero finiti anche nel circuito degli affitti turistici.

E nel mirino politico torna inevitabilmente il ruolo della sindaca Sara Funaro. Per dieci anni assessora al Welfare del Comune di Firenze, oggi prima cittadina con delega al settore sociale: davvero è credibile sostenere di non sapere nulla? Davvero nessuno aveva il dovere di controllare, vigilare, chiedere spiegazioni?

La vicenda diventa ancora più paradossale se si pensa alla battaglia portata avanti dall’amministrazione comunale contro gli affitti brevi dei privati cittadini, mentre proprio all’interno di un patrimonio pubblico destinato alla collettività emergono interrogativi su immobili utilizzati per finalità turistiche. Dopo settimane di richieste di trasparenza, dopo le domande dell’opposizione rimaste senza un confronto diretto con la sindaca in Consiglio comunale, oggi la questione arriva anche nelle istituzioni nazionali. A questo punto una cosa è certa: qualcuno dovrà assumersi la responsabilità politica di quanto accaduto. Perché i beni pubblici non sono proprietà di pochi. Sono patrimonio dei cittadini fiorentini.