Dal confronto promosso da LFCV al circolo MCL di San Miniato emerge la richiesta di avviare fin da subito un percorso condiviso tra opposizioni, civici e comitati cittadini per offrire ai fiorentini e ai toscani una proposta politica credibile e competitiva
Si è concluso al circolo MCL di San Miniato un incontro politico con un obiettivo diverso dal consueto elenco delle criticità che interessano Firenze e la Toscana. Al centro del confronto, infatti, non è stata soltanto l’analisi del diffuso malcontento verso le amministrazioni cittadina e regionale, ma soprattutto la domanda che, secondo il consigliere di Lista Schmidt Paolo Bambagioni, dovrebbe interrogare l’intera opposizione: come trasformarsi in una credibile alternativa di governo per la città di Firenze.
Il punto di partenza è la constatazione che una parte significativa dell’elettorato ritiene le forze alternative incapaci, o addirittura non intenzionate, a vincere: «Molti cittadini in Toscana e Firenze ritengono che anche le forze di opposizione tutto sommato non vogliono vincere, o comunque, pensando di perdere, non fanno niente per provare a vincere», afferma Bambagioni, sostenendo che proprio questo rappresenti il nodo politico da affrontare immediatamente, nonostante le prossime elezioni siano ancora lontane. Per il consigliere il tempo gioca un ruolo decisivo: «Quello che serve a questa città – e domani a questa regione – è creare un’alternativa che parta da un progetto che abbia un candidato credibile, autorevole e che lavorando attraverso anche i comitati cittadini riesca in qualche maniera a risvegliare non tanto chi vota l’attuale amministrazione o le forze alternative, ma tutti coloro che da tanto tempo non vanno più a votare».
La sfida, riconosce, è complessa e richiede un lavoro lungo, condiviso e anticipato rispetto alle tradizionali dinamiche pre-elettorali. L’incontro viene così presentato come il primo tassello di un percorso che dovrebbe coinvolgere tutte le componenti dell’opposizione, senza esclusioni ideologiche: dalle forze della sinistra alternativa agli esponenti dell’area democratica critica, dai movimenti civici fino al centrodestra, con l’obiettivo di verificare la possibilità di costruire una piattaforma comune sui principali problemi della città.
Secondo Bambagioni, l’esito della riunione offre un segnale che non potrà essere ignorato: se da questo confronto nascerà un movimento concreto, sarà la dimostrazione che esiste una reale volontà di costruire un’alternativa; in caso contrario, «avrà ragione chi pensa che l’alternativa in questa città e in questa regione non ci può essere». L’analisi del consigliere di Lista Schmidt si estende poi alla gestione amministrativa degli ultimi decenni, giudicata responsabile di un progressivo deterioramento del rapporto tra istituzioni e cittadini: «Sono tanti gli episodi che tutti i giorni dimostrano che c’è un mal governo diffuso», sostiene Bambagioni, attribuendo questa situazione alla lunga permanenza delle stesse classi dirigenti al potere, circostanza che ha alimentato «un senso di impunità» e «un senso di arroganza».
La conclusione assume così il valore di un manifesto politico: «In un sistema democratico l’alternanza è sempre una cosa che fa bene ai cittadini», perché l’assenza di una competizione reale, conclude, finisce inevitabilmente per tradursi in «tasse più alte e servizi peggiori», impoverendo la qualità dell’azione amministrativa e della stessa democrazia.

