Pochi mesi dopo la netta vittoria alle amministrative post-Tomasi, a Pistoia il Pd già si divide sui rifiuti.
I consiglieri della corrente riformista e autonomista, guidati dalla capogruppo Irene Bottacci, hanno presentato una mozione che, riferisce Il Tirreno, chiede chiarimenti alla giunta Capecchi sulla pianificazione del servizio rifiuti e un monitoraggio sulla sostenibilità delle tariffe. In coda, la richiesta più politica: un’ampia discussione sul nuovo piano d’ambito e sulle strategie dei rifiuti.
Dall’altra parte i consiglieri vicini all’area Schlein hanno rifiutato di firmare. Sette firme in tutto: Bottacci, Scalise, Leka, Nesti, Braccesi, Alberti e Giovannelli.
«Non vogliamo mettere in difficoltà il sindaco Capecchi né la maggioranza – sostiene Bottacci – ma il tema va portato in Consiglio. Alla fine ci sarà convergenza». Parole diplomatiche che però non nascondono lo scontro. Dentro al PD si legge la mozione come un tentativo dei riformisti di «mettere sotto tutela il sindaco» su un tema delicatissimo. E con i congressi locali in arrivo a ottobre, le fibrillazioni aumentano.
Sullo sfondo c’è anche il nodo termovalorizzatore di Montale, di cui La Firenze che Vorrei ha trattato pochi giorni fa, appena affrontato dal Comune, e la spinta a cambiare lo Statuto per permettere un referendum consultivo sul futuro dell’impianto.
Bottacci minimizza: «La mozione non è contro il sindaco. È solo per chiarezza verso Consiglio e cittadini». Ma le indiscrezioni di partito dicono altro: la sinistra dem non ha voluto mettere la firma.

