La tramvia passerà, ma chi riuscirà a restare aperto? A Viale Europa commercianti e famiglie chiedono risposte mentre transenne, deviazioni e cantieri mettono a rischio le attività
L’articolo pubblicato oggi da La Nazione racconta una storia che dovrebbe far riflettere, e molto, chi governa Firenze. Dietro le saracinesche di Viale Europa non ci sono numeri. Ci sono persone. Commercianti che hanno investito denaro, tempo, sacrifici. Ci sono dipendenti, famiglie, anni di lavoro che rischiano di essere spazzati via da un cantiere che, per chi lo guarda dalle stanze del Palazzo, evidentemente è solo una voce dentro un cronoprogramma. Ma per chi lavora a Viale Europa il cantiere è la propria vita. E la cosa più grave non è soltanto il disagio. È il modo in cui questa amministrazione ha scelto di affrontarlo: promettendo ascolto, organizzando incontri e poi facendo calare il silenzio.
A maggio l’assessore Andrea Giorgio incontrò i commercianti della zona. Un incontro, però, rigorosamente senza stampa e senza cittadini: solo gli operatori interessati. Bene. Era l’occasione per ascoltare, capire, raccogliere problemi e soprattutto dare risposte. E dopo quell’incontro? Il silenzio. Nessuna soluzione concreta. Nessun vero seguito. Nessun sopralluogo della Sindaca. E quando un commerciante arriva a scrivere pubblicamente a Sara Funaro chiedendole semplicemente di venire a vedere con i propri occhi cosa sta succedendo, e non riceve neppure una risposta, allora il problema non è più soltanto il cantiere. È una questione di rispetto. Perché non si sta chiedendo un’elemosina. Non si stanno chiedendo privilegi. Si sta chiedendo alla pubblica amministrazione di guardare in faccia chi rischia di pagare un prezzo altissimo per un’opera pubblica e di verificare concretamente cosa sta accadendo.
È davvero troppo? La frase di un esercente, Gerardo Arena: “Se questa serranda dovesse chiudere, lei avrà sulla coscienza anche questa chiusura”, è il grido di chi teme che, quando finalmente qualcuno si accorgerà del problema, potrebbe essere già troppo tardi. Perché è facile parlare di grandi opere, di mobilità sostenibile, di trasformazione della città e di futuro. Molto più difficile è ricordarsi che quel futuro viene costruito anche sulle spalle di persone che oggi devono continuare a pagare affitti, stipendi, bollette e fornitori mentre davanti alla propria attività ci sono transenne, deviazioni, polvere e clienti che non arrivano più.
E allora basta con le promesse. Forse sarebbe il caso che la Sindaca Funaro e l’assessore Giorgio uscissero finalmente dagli uffici e andassero a Viale Europa. Non per una passerella, non per una fotografia, ma per ascoltare davvero chi ogni giorno sta cercando di tenere aperta la propria attività. Perché dietro ogni serranda c’è una storia.


