“Per una svolta urbanistica a Firenze”, oggi l’audizione in Consiglio: molte le proposte, ora servono tempi e atti concreti

comunale 1

Condividi sui social

Dalla pianificazione del centro storico alla cancellazione della monetizzazione degli standard, passando per studentati, concorsi di progettazione e ripristino della natura: un pacchetto di proposte che ora chiama in causa Palazzo Vecchio

 

L’urbanistica torna al centro del confronto politico e ancora una volta la richiesta arrivata in Consiglio comunale è quella di una vera e propria svolta complessiva, non di ulteriori correttivi. È il messaggio emerso dall’audizione di oggi, 2 settembre, nella seduta congiunta delle Commissioni consiliari Urbanistica e Ambiente, dove è stata ascoltata una delegazione dei firmatari del documento “Per una svolta urbanistica a Firenze”, nato dal convegno del 12 settembre 2025 a Palazzo Pucci.

I promotori hanno espresso un giudizio positivo sull’incontro, definito “lungo e molto partecipato”, sostenendo di avere raccolto consensi trasversali sia sul metodo sia sulle numerose proposte avanzate. Il punto di partenza resta però netto: secondo i firmatari, l’attuale impianto urbanistico della città è entrato in una fase di evidente difficoltà e il Comune deve intervenire con una revisione organica delle regole, anziché procedere attraverso interventi episodici.

Tra le proposte illustrate ai consiglieri c’è innanzitutto la richiesta di una pianificazione particolareggiata del centro storico, costruita a partire dai fabbisogni della popolazione residente. Viene inoltre chiesto di superare il regime di eccezione previsto per le cosiddette Aree di trasformazione private, riportandole nell’ambito di interventi soggetti a Piani attuativi e a percorsi partecipativi. Un’altra richiesta riguarda il patrimonio edilizio: i firmatari propongono la reintroduzione dell’obbligo di restauro per gli edifici vincolati e per quelli classificati di “valore documentale”. Particolarmente delicata la questione della monetizzazione degli standard e dell’edilizia sociale, che il documento chiede di abolire, insieme a una revisione delle norme relative agli alloggi universitari e agli studentati privati.

Proprio sulla monetizzazione è intervenuto anche Dmitrij Palagi, sottolineando che almeno una parte della questione potrebbe essere affrontata rapidamente. Secondo il consigliere di Sinistra Progetto Comune, infatti, l’obbligo di monetizzare negli interventi conservativi con cambio di destinazione d’uso non sarebbe contenuto nelle Norme tecniche del Piano Operativo, ma nel Regolamento approvato il 7 luglio 2025. In questo caso, sostiene Palagi, sarebbe sufficiente una deliberazione del Consiglio comunale, senza una variante urbanistica e senza passaggi in Regione.

Sul tema degli studentati, Palagi ha poi ricordato che Sinistra Progetto Comune aveva già presentato emendamenti durante l’iter del Piano Operativo del 2023-2024, compreso quello relativo ai giorni di utilizzo turistico consentiti agli studentati. Un emendamento che, secondo il consigliere, aveva ricevuto parere tecnico favorevole, ma che venne comunque respinto dalla maggioranza. L’audizione ha allargato il campo anche alle questioni ambientali. I firmatari hanno richiamato il Regolamento europeo 2024/1991 sul ripristino della natura, chiedendo che Firenze si prepari a dotarsi di un vero e proprio Piano Urbano della Natura, capace di mettere insieme biodiversità, connessioni ecologiche, qualità dell’aria e dell’acqua, salute del suolo, regolazione climatica e protezione dai rischi naturali. Un’impostazione che punta a superare una gestione frammentaria delle singole emergenze ambientali per arrivare a una strategia urbana complessiva.

Tra le proposte presentate anche quella relativa ai rioni, intesi come possibile strumento di rappresentanza territoriale e gestione dei beni comuni attraverso un modello di governance costruito “dal basso”. Altro capitolo riguarda i concorsi di idee e di progettazione, che i promotori chiedono più trasparenti e aperti anche ai giovani professionisti.

L’obiettivo dichiarato non è soltanto migliorare la qualità architettonica degli interventi pubblici, ma rendere più efficace e trasparente il processo amministrativo, aumentare la sicurezza nei cantieri e creare occasioni di lavoro qualificato. Nel suo intervento Palagi ha sottolineato che su molti dei temi affrontati dai firmatari esistono già atti depositati da Sinistra Progetto Comune: dalla sospensione delle vendite del patrimonio pubblico agli interventi su Villa Le Brache, dalla monetizzazione dell’housing sociale ai concorsi di progettazione, dall’ex Officina Grandi Riparazioni al Cubo Nero e al Piano Unesco, fino alla depavimentazione e al ripristino della natura. Il consigliere ha però evitato di trasformare l’audizione in una rivendicazione politica, insistendo piuttosto sulla necessità di cambiare il modo in cui viene costruita la politica urbanistica della città. “Senza intestarci nulla, perché l’autonomia dei percorsi è fondamentale”, ha spiegato, annunciando di fatto un atteggiamento di apertura verso il percorso avviato oggi. I firmatari del documento, dal canto loro, parlano di un confronto positivo e chiedono che le proposte possano tradursi in un processo concreto di revisione delle politiche urbanistiche. La partita, a questo punto, passa dal confronto in Commissione agli atti amministrativi. Perché il vero banco di prova della seduta odierna non sarà il numero dei consensi raccolti attorno alle proposte, ma la capacità del Comune di trasformare quelle indicazioni in modifiche regolamentari, varianti, tempi certi e decisioni politiche.

Sei un visionario nel campo dell'architettura, del design o dell'urbanistica?
Hai progetti o idee innovative per Firenze, per i suoi spazi, edifici o quartieri?

Invia le tue proposte in forma di immagini con brevi descrizioni e potrai vederle pubblicate su LFCV e condividere la tua visione della città.