A Careggi mancano medici, una RSA rischia la chiusura. Scuole senza impianti di condizionamento e già è caos per raggiungerle: ma non reggeva tutto? La Firenze sui giornali di martedì 8 settembre

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A una settimana dall’inizio del nuovo anno scolastico, ci si accorge, grazie al Corriere Fiorentino, che in Toscana solo 158 scuole su 2.581 possiedono impianti di condizionamento, l’equivalente di una su diciassette, e «chi ce l’ha è bloccato da regole vecchie», come la Dino Compagni che non ha potuto azionarlo fino al 7 giugno per gli effetti di una norma comunale del 2012. Risulta così che per raggiungere luoghi dalle temperature infernali bisogna affrontare un viaggio altrettanto infernale: affiancando a questa indagine l’inchiesta di Repubblica Firenze sui percorsi nei viali, che ha fatto emergere code e ingorghi soprattutto sui viali e su Ponte al Pino: «Il traffico è già nel caos», titola. Ma come, non ci dicevano che “la viabilità regge”? Nella Funaropoli green ed ecologista, apprendiamo sempre dal Corriere Fiorentino, persino un camion di Alia può abbattere un albero semplicemente transitandovi. È successo in piazza Bartali, e l’autista ha sfornato la tipica giustificazione di qualunque difensore in area di rigore: «L’ho solo sfiorato». Difficile, però, che l’albero possa venire ammonito per simulazione, chissà se si ricorrerà al VAR. “Casualmente” l’incidente è avvenuto proprio nei pressi della linea tranviaria verso Bagno a Ripoli. Fatto sta che la questione dei rifiuti è un pomo della discordia persino in Regione: il campo largo si spacca sull’ossicombustore di Peccioli nonostante il voltagabbana del M5S, che dopo un’iniziale contrarietà ha votato a favore (spaccandosi a sua volta al proprio interno): per Giani, politicamente, una vittoria di Pirro, infatti i giornali che l’hanno riportata, ovvero La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino e La Nazione, hanno dedicato più spazio ai malumori che al passaggio della mozione. Il rischio paventato per la salute a causa dell’impianto viene peraltro ulteriormente amplificato dalla sempre più precaria situazione della sanità: a Careggi «mancano 200 infermieri e tra i lavoratori è fuga», l’ASL Centro conta in tutto «400 unità in meno», con ferie e permessi «sempre più difficili da ottenere» e un monte ore che si impenna a 300-350 all’anno, secondo gli allarmanti resoconti di Repubblica Firenze e Tirreno Firenze. La prima, a corredo, dà notizia, in un trafiletto, della prossima chiusura della RSA Le Civette, decisa dall’assessore Paulesu e contro la quale insorge Sinistra Progetto Comune con una mozione contraria. A Prato, intanto, altri due casi di dengue. Qui da noi, da piazza della Repubblica a piazza Adua, dove al caldo insopportabile si aggiunge il proliferare di «accampamenti» che non si limitano più ai portici e alle strade, ma non di rado «sconfinano» negli androni dei palazzi, generando allarme e preoccupazione tra i residenti, che, sentiti da La Nazione Firenze si ritengono «invasi» da questi «hotel dei disperati». Che fare, però, se chi dovrebbe vigilare e reprimere il fenomeno illegale dell’accattonaggio è il primo a commettere reati, peraltro di una certa gravità? Lo si chieda ai due ex carabinieri del NAS, arrestati e condannati rispettivamente a 2 anni e 2 mesi e 2 anni e 8 mesi, con annesso obbligo di risarcimento da 32.000€ per il danno all’immagine dell’Arma causato dal loro tentativo di estorcere denaro a una dentista di Lastra a Signa sei anni fa, onde farle evitare multe in seguito a irregolarità emerse da precedenti controlli nel suo studio. L’incresciosa notizia porta la firma del Tirreno Firenze. Restando tra carte e tribunali, la stessa testata ci informa della momentanea vittoria della Limonaia al TAR contro il Comune, ottenendo la sospensione dell’interruzione della licenza per le bollette non pagate, pietra d’inciampo di cui quest’ultimo ha cercato di approfittarsi per imporre all’attività di farsi carico della fornitura di tutto il parco, che servirebbe anche altri soggetti, per il diniego dei suoi gestori. La sentenza definitiva arriverà l’11 marzo. Nel frattempo, oltre agli screzi e ai confronti, si assiste anche a ricomposizioni, come quella tra Giancarlo Antognoni e Giuseppe Commisso, il cui abbraccio alla cerimonia del 47° Premio Nereo Rocco è stato immortalato anche da La Nazione Sport. (JCM)

 

In copertina: Wikimedia Commons