«Dov’è Kata?»: neanche la Procura vuole più rispondere a questa domanda. Bus e precariato fanno suonare a morto le prime campanelle. La Firenze sui giornali di giovedì 10 settembre

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Tre anni e tre mesi esatti dopo la sua scomparsa, Kata verrà, almeno per il momento, dimenticata da chi dovrebbe, qualora fosse ancora tra noi, salvarla. E così, annunciano La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze, le indagini verranno interrotte, andandosi verso l’archiviazione del caso e l’assoluzione dei due zii Marlon e Abel (a carico del quale, comunque, sussistono accuse legate al «racket delle camere» nell’ex Hotel Astor) per mancanza di prove. La promessa di riaprire il caso «qualora emergano nuovi elementi» suona molto simile a quella di riattivare le sezioni sequestrate di Sollicciano per «metà o fine ottobre», che leggiamo su La Repubblica Firenze, nel contesto però di un articolo dove si evidenzia il mai avvenuto inizio dei lavori di riqualificazione, mal celato da meri «interventi superficiali» sugli «aspetti più imbarazzanti» (cavi della corrente scoperti, lavandini otturati, chiazze di umido agli angoli del soffitto), laddove per contro «non sono stati fatti interventi strutturali». Se ne chiede uno, tuttavia, al fine di fermare l’emorragia dei negozi di vicinato, le cui chiusure il Corriere Fiorentino ha contato, traendoli dalla Confesercenti, in 7.786 dal 2019 al 2025 in tutta la Toscana, di cui 2.190 nella sola Città Metropolitana di Firenze, e per fermare le quali la stessa Confesercenti Metropolitana ha proposto l’adozione di una legge ad hoc, istituzioni di zone economiche speciali di prossimità e regimi fiscali vantaggiosi. Tuttavia, non si fa in tempo a pensare a una toppa, che subito si aprono altri squarci: alla perdita di altrettanti posti di lavoro per la scomparsa delle piccole attività di quartiere si somma il crescente precariato che, nella scuola, tocca la vetta di 9.112 docenti precari (si potrebbe arrivare a 14.000 contando anche il personale ATA), dei quali 2.409 qua da noi e circa 400 rinunce al ruolo a causa del caro affitti e del prezzo dei carburanti. Secondo le stime della CGIL, l’instabilità lavorativa arriverà a interessare ben 30.000 insegnanti nell’anno scolastico che si appresta a iniziare. In alcuni licei il primo giorno slitterà anche per l’assemblea dei professori in lotta contro la riforma governativa dell’istruzione, mentre i succitati problemi rimangono anche nell’istruzione superiore, con alcuni plessi che potrebbero rimanere addirittura «scoperti». Potevano, a tutto ciò, non aggiungersi anche i disagi della viabilità e dei trasporti? Ovviamente no: cantieri, traffico e orari scolastici provvisori sono riusciti, di per sé, ad aggiungere un problema a una lista già lunga e ben descritta da La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino (che ha riportato le lamentele degli autisti di AT sull’incremento dei semafori a fronte della diminuzione di busvie), La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze. I primi tre, per l’appunto, hanno dato conto degli innumerevoli ritardi e blocchi occorsi ieri tra Campo di Marte, Rovezzano, Mugello e Valdarno, lasciando i passeggeri «a piedi, senza info[rmazioni] né alternative», per l’«ira funesta» di Giani e del suo fido scudiero, l’assessore Boni, che se la sono presa con RFI. Ben poco essa ha a che fare, tuttavia, con l’esplosione nello stabilimento ENI di Stagno, il quale però, ubicato in provincia di Livorno, rientra sotto la giurisdizione del Presidente della Regione: tre feriti, due in codice rosso e uno in giallo, è il bilancio riportato da La Repubblica Firenze, la quale ha intercettato la comunicazione della Regione al Ministero della Sanità sui casi di dengue tra la provincia di Pisa, Firenze, Bagno a Ripoli, il Mugello, Prato, Pistoia e altre località, stabilitosi per ora a quota 22. In seno alla giunta, infine, ci comunica Il Tirreno che sulla questione rifiuti e ossicombustore di Peccioli stanno montando tensioni anche dentro al PD oltre che nel M5S: che si stia incenerendo, di fatto, il campo largo stesso? (JCM)