Il consigliere di Sinistra Progetto Comune: «I conti dell’azienda dicono che la rendita sostiene la struttura, ma togliendo spazi».
Dario Nardella, intervistato da Toscana TV, sostiene che su Montedomini «non c’è stata mai nessuna violazione di regole» e che da Sindaco «non avevo un report specifico e puntuale» su come veniva usato il patrimonio. Ma nel giugno 2023, lo stesso mese in cui annunciava «in tutta l’area Unesco della città il divieto ad attivare nuove destinazioni d’uso residenziale per affitti turistici brevi», per via Guelfa 83 venivano rilasciati sette codici identificativi turistici.
Sulla «nessuna violazione» basta mettere in fila gli atti che abbiamo già reso pubblici. Il contratto del 2023 per i nove alloggi di via Guelfa 83 consente l’uso turistico-ricettivo «in considerazione della collocazione dell’immobile in zona di elevato interesse turistico», secondo quanto ricostruito dalla stampa, benché il bando vietasse il mutamento d’uso. I due alloggi di via Guelfa 81 sono stati messi a bando come «uso abitativo» con la determina dell’azienda n. 83 del 22 maggio 2025; il 30 ottobre 2025 allo Sportello unico per le attività produttive è arrivata la segnalazione n. 10715/2025 per una «locazione breve/turistica a carattere imprenditoriale». E a luglio, in aula, la Giunta ha detto che Montedomini «non può più permettere che negli immobili dati in affitto si svolga attività turistico-ricettiva».
L’eurodeputato Nardella spiega poi che gli appartamenti dell’azienda «non devono essere dati a basso costo a qualcuno sulla base di principi di solidarietà, ma devono fruttare». «Non condividiamo la posizione politica – afferma Palagi – ma almeno rivendica una spiegazione: un’Azienda pubblica di servizi alla persona può e deve trarre entrate dal proprio patrimonio. Il punto è dove finiscono. Nel bilancio dell’azienda il patrimonio immobiliare produce un margine di 1.607.838 euro, le dieci aree dei servizi alla persona 161.605 euro, un decimo, mentre i costi generali chiudono in disavanzo per 1.501.668 euro. Tradotto: la rendita non finanzia l’assistenza, finanzia la struttura, anche se è compreso l’appalto del personale».
Non regge, secondo Palagi, nemmeno la «piccola parte». Il presidente Frittelli ha parlato di 11 immobili su 232 destinati agli affitti brevi, ed è un dato non contestabile. Ma negli stessi numeri ce n’è un altro, che pesa di più: 39 immobili vuoti, il 17% del patrimonio. Case che non fruttano niente e non danno asilo a nessuno. La scelta fra «solidarietà» e «reddito» è falsa: un alloggio a canone sociale o concordato produce entrate, un alloggio sfitto no.
Quanto al «report», è esattamente questo il problema. La legge regionale 43 del 2004, all’articolo 14, obbliga l’azienda a comunicare al Comune ogni alienazione sopra i 50.000 euro con trenta giorni di anticipo e a fermarsi di fronte a un «atto motivato di dissenso del comune». Il Comune nomina il Consiglio di amministrazione. Gli strumenti – rileva Palagi – c’erano, anche oltre il quadro strettamente normativo; è mancata la volontà di usarli, e rivendicare oggi che «bastava sapere» che lo statuto fosse rispettato significa rivendicare proprio l’assenza di indirizzo. Per questo non ci appassiona la ricerca del responsabile di turno: scaricare tutto su un dirigente è il modo più comodo per non discutere le scelte politiche di chi quel dirigente lo aveva sopra di sé. Se l’allora Sindaco aveva a cuore il problema abitativo della città perché si è accontentato di un “report non specifico né puntuale” su uno degli strumenti principali di intervento che aveva a disposizione?
L’onorevole ed ex sindaco Nardella parla di «mistificazione» con tratti «diffamatori». Peccato, si sottrae al merito delle obiezioni e a suo modo conferma la linea difensiva che parla di problemi di comunicazione, come se l’opinione pubblica non avesse capito correttamente.
«A questo punto però la domanda è una: se tutto è andato bene, perché si deve cambiare per la maggioranza? E soprattutto, se quella estrazione di rendita è necessaria, come si troveranno le risorse per internalizzare i servizi RSA e garantire il futuro dell’Azienda di Montedomini?», si chiede Palagi.


