Idee fresche per una città grigia di cemento. Salviamo Firenze al lavoro per un’alternativa

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La lotta non si ferma. Ha preso il via oggi, sabato 12 settembre, con l’inizio della campagna di volantinaggio, la terza fase della mobilitazione Salviamo le Cascine – No cemento nell’area ex Ogr. Una fase che durerà sessanta giorni, fino a metà novembre.

 

Il comitato aveva lanciato una petizione chiara: fermare la colata di cemento nell’area ex Officine Grandi Riparazioni per restituire spazio alla città, che ha raccolto 4.366 firme.

Ora l’obiettivo cambia: non solo dire no, ma costruire un’alternativa.

Lo slogan scelto per questa nuova fase è legato all’estate rovente appena vissuta: «Estate a quaranta gradi? Loro vogliono cementificare questo pezzo di Cascine. Noi raccogliamo idee fresche per un polmone di verde e di cultura».

Perché questa estate, spiegano i promotori, ha reso evidente che la lotta alla crisi climatica è vitale ed essenziale. E una nuova colata di cemento prevista non è neppure ipotizzabile.

Al centro della critica anche l’atteggiamento dell’amministrazione: secondo il comitato, la Giunta comunale non ha mostrato attenzione alle 4.366 firme e, non facendo nulla, sta di fatto sostenendo il fondo di investimento che è stato incaricato anche dei rapporti con la cittadinanza.

Cosa succederà nei prossimi sessanta giorni? Non solo banchetti. Il programma prevede questionari per ascoltare bisogni e desideri della cittadinanza, incontri, eventi e laboratori partecipati, fino alla costruzione di una proposta civica alternativa ai progetti della speculazione, per pensare e progettare ottantamila metri quadri senza cemento.

La campagna ha un nome che è un programma: «Idee fresche per un polmone di verde e di cultura».

 

Primo evento: la passeggiata per capire dove sono le ex Ogr

 

Il primo appuntamento pubblico è già fissato per sabato 19 settembre alle 10:30, con una passeggiata attorno all’area ex Ogr per capire insieme cosa c’è, cosa vogliono farci e perché è necessario salvarla.

Ritrovo in via Michelucci, alla rotonda Bogianckino davanti all’Ac Hotel Firenze by Marriott.

Un modo per restituire ai fiorentini la percezione di un’area enorme, alle porte del Parco delle Cascine, che rischia di essere sottratta alla città.