Dall’amministrativo «clinicizzato» all’area a bassa gravità, dai PIR alla discharge room: l’ipotesi di riorganizzazione per liberare i PS dall’assalto dei codici minori e dal boarding. Il 25 settembre la presentazione del Forum Sociosanitario Toscano a Palazzo del Pegaso.
Riportare il Pronto Soccorso al suo ruolo originario: l’emergenza-urgenza tempo dipendente – infarti, ictus, traumi gravi, sepsi e shock settico – e lasciare che cronicità e piccole patologie siano gestite da una rete territoriale solida. È l’obiettivo di una proposta elaborata dal Forum Sociosanitario Toscano 2025, analizzata da La Firenze che vorrei.
Un documento, pubblicato sul sito, che parte da un assunto: l’organizzazione dei PS in Toscana «è spesso citata come un modello d’avanguardia in Italia, ma non è esente dalle criticità sistemiche che colpiscono la sanità pubblica nazionale». E propone «provvedimenti tampone» immediati, realizzabili senza incidere in modo significativo sui costi, in attesa della completa riorganizzazione di medicina territoriale, Case e Ospedali di Comunità.
Cosa funziona e cosa non funziona?
Il Forum parte riconoscendo alcuni aspetti positivi:
- Il triage con passaggio dai codici colore a quelli numerici (da 1 a 5) per gravità e complessità assistenziale;
- I percorsi specialistici Fast Track e See & Treat che permettono una corsia preferenziale per le urgenze minori e l’invio immediato allo specialista;
- Le reti tempo-dipendenti, dove «il tempo è vita»;
- La figura del facilitatore, introdotta di recente in alcuni ospedali.
Poi le criticità: un «filtro territoriale spesso inadeguato» che spinge i cittadini al PS in assenza del medico di medicina generale, con Case di Comunità ancora numericamente insufficienti; il «fenomeno del boarding», ovvero il prolungato stazionamento dei pazienti in PS in attesa di un posto letto; la carenza di personale medico e infermieristico, con circa la metà delle borse di specializzazione in emergenza-urgenza non assegnate e fughe verso il privato; l’affollamento cronico degli ospedali universitari di Careggi, Pisa e Siena; una digitalizzazione «ancora troppo frammentata».
Le proposte della Regione e le soluzioni del Forum
La Regione punta su potenziamento delle Case di Comunità H24 e COT, bed management, aree di osservazione breve intensiva, Punti di Intervento Rapido (PIR), autonomia infermieristica con See and Treat e telemedicina.
Il Forum va oltre con quattro assi operativi.
Area di Pronto Soccorso: l’amministrativo «clinicizzato»
È il cuore della proposta. Il personale sanitario impiegherebbe «percentuali prossime al 30-40%» del tempo per inserire dati o compilare moduli: è la «burocrazia della barella». La soluzione: affiancare all’équipe sanitaria una figura amministrativa che si occupi di attività non cliniche – dati anagrafici, cartelle per il ricovero, trasporti secondari, digitalizzazione, rapporto con i parenti in sala d’attesa.
«L’obiettivo è che il medico e/o l’infermiere non debbano allontanarsi dal paziente per svolgere compiti diversi dalla clinica», spiega il documento. Una figura ponte tra area clinica e sala d’attesa, in grado di dare informazioni non cliniche del tipo «il paziente è in radiologia, stiamo aspettando l’esito degli esami».
A differenza di un medico specialista, «il personale amministrativo può essere formato in poche settimane» e trasferito da uffici meno critici o reclutato, su base volontaria retribuita, tra gli studenti delle facoltà sanitarie con formazione specifica.
Area a bassa gravità
Separare i flussi per evitare che i codici 4 e 5 intasino le linee dedicate ai pazienti critici. Un ambulatorio fisicamente separato ma vicino al PS, con medici dedicati ai casi non urgenti.
Vantaggi: riduzione dei tempi d’attesa per i codici minori – quelli che aspettano di più e dove si concentrano tensioni e aggressioni – migliore gestione degli spazi e efficienza dei costi. Rischi da presidiare: «under-triage» – un dolore lombare che maschera un aneurisma in rottura – sottrazione di personale dall’area critica ed «effetto calamita» se il PS diventa troppo efficiente per i codici minori.
Per evitare la sottrazione di personale, il Forum guidato da Raffaele De Gaudio propone di coinvolgere specializzandi di area medica – non solo Medicina Interna o Geriatria, ma anche Infettivologia, Ematologia – come «palestra clinica». Un’ipotesi già proposta con legge regionale nel 2022 e poi non approvata, da inquadrare come attività libero-professionale previa autorizzazione delle Scuole di Specializzazione.
Punti di Intervento Rapido (PIR)
A conduzione infermieristica con supporto medico in presenza o in teleconsulto, nati per alleggerire i PS dalle urgenze a bassa complessità. Risolvono in loco circa l’80-90% degli accessi, fondamentali nelle zone periferiche o montane come Garfagnana o Appennino Pistoiese. Potrebbero «depotenziare alcuni ospedali periferici quali Abbadia San Salvatore, Bibbiena, Figline» e gestire anche le cure palliative avanzate.
Nodi irrisolti: carenza di personale con chiusure temporanee, confusione dell’utenza che vi si reca per patologie gravi perdendo tempo prezioso, dotazione diagnostica non sempre completa.
Il fenomeno del boarding
«Il sovraffollamento del PS spesso non dipende dalle troppe persone che vi accedono, ma dalla difficoltà di trasferimento dei pazienti verso i reparti», con letti bloccati da pazienti «impropri» per motivi sociali o riabilitativi.
Le proposte tampone:
- Obbligare i reparti alla dimissione mattutina;
- Creare una «discharge room» dove i pazienti stabilizzati attendono documenti e trasporto, liberando il letto dal mattino, modello già attivo con successo al Policlinico Le Scotte di Siena e apprezzato dal volontariato;
- Migliorare la specificità delle cure e rivalutare il numero di posti letto;
- Potenziare le cure intermedie, oggi «insufficienti e distribuite in modo improprio», anche ricorrendo alla sanità privata convenzionata.
Il nodo sicurezza
Il documento dedica un capitolo alla violenza contro i sanitari, chiedendo misure obbligatorie per tutte le aziende.
Per la deterrenza: cartellonistica che avvisi dell’intervento delle Forze dell’Ordine, ripristino dei presidi H24 della Polizia di Stato negli ospedali o vigilanza privata, convenzioni per intervento immediato, videosorveglianza a circuito chiuso, body-cam per 118 e PS, pulsanti di emergenza e corsi di formazione.
Per la prevenzione: chiusura dei perimetri ospedalieri nelle ore notturne, identificazione dei visitatori, area dedicata ai colloqui con un solo parente alla presenza di due sanitari, formazione nelle scuole e all’università.
Per l’assistenza post-aggressione: costituzione come parte civile delle Aziende, assistenza legale e psicologica gratuita, registrazione delle aggressioni da parte degli uffici legali.
La sperimentazione in tre ospedali
La riorganizzazione, secondo il Forum, «rappresenta un problema non rimandabile che deve trovare soluzioni tampone immediate». La proposta è di sperimentarla in tre ospedali corrispondenti alle tre aree ASL, ad esempio Prato, Grosseto, Massa. Con:
- Team clinico operativo integrato da medici specializzandi di area medica e amministrativi «clinicizzati»;
- Attivazione di aree a bassa gravità per codici 4-5;
- Incremento dei letti per cure intermedie;
- Creazione di aree di attesa per le dimissioni;
- Interventi per la sicurezza.
L’appuntamento del 25 settembre
Questa e altre proposte del Forum saranno al centro di un evento venerdì 25 settembre 2026 alle ore 16 presso il Palazzo del Pegaso (Sala del Gonfalone).
Saluti istituzionali di Stefania Saccardi, Presidente del Consiglio Regionale della Toscana. Presentazione dell’Associazione a cura di Raffaele De Gaudio, già Professore Ordinario di Anestesiologia e Rianimazione Università di Firenze, Presidente del Forum.
Saranno presenti le articolazioni territoriali di Arezzo, Grosseto, Lucca, Pisa, Prato, Livorno, Pistoia, Siena, Massa e Carrara e Firenze.
Accesso consentito fino a esaurimento posti, previa esibizione di documento d’identità. Conferma a: segreteria@fimo.biz.


