Montedomini: domande ancora aperte su via Guelfa 79a

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Salviamo Firenze incalza Montedomini: «Non vorrai mica tracciare i rifiuti? Dividerli? Lavorare in sicurezza? Chiedere il permesso per il carico e scarico?».

 

La vicenda di via Guelfa 79A-83 non si chiude con la replica di Montedomini, che ora si avvale delle prestazioni di una nota agenzia di comunicazione (che rilancia le doglianze dei B&b e che difende le ragioni di Montedomini, che fa affitti brevi, nonostante il niet di Funaro). Ieri, il Comitato Salviamo Firenze, animato da varie personalità quali professori e urbanisti, ha pubblicato un nuovo post, durissimo, corredato da 5 foto, con le quali denuncia alcune presunte violazioni.

«In via Guelfa – scrive il Comitato – succede di tutto. Succede che ti puoi liberare dagli obblighi. Non vorrai mica tracciare e documentare i rifiuti? Ed i noiosi formulari? Non vorrai mica dividere i rifiuti? Non vorrai mica lavorare in sicurezza? Non vorrai mica chiedere il permesso per il carico e scarico e mettere in sicurezza l’area?».

Dalle foto si vede:

  1. Un camioncino bianco carico all’inverosimile di calcinacci, mattoni forati, piastrelle, da via Guelfa 79. Non è verde, non è pulizia di un giardino. È demolizione;
  2. Lo stesso camioncino ripreso dalla strada, senza alcuna delimitazione di cantiere, senza transenne, con passanti a pochi metri;
  3. Rete elettrosaldata arrugginita e armature metalliche con residui di calcestruzzo, accatastate alla rinfusa in un cassone;
  4. Portone del 79A spalancato, con all’interno secchi, calcinacci, materiale edile a vista. Senza nessun cartello di cantiere né riferimenti all’impresa.

Sono le stesse domande che Salviamo Firenze aveva già posto e che ora acquisiscono maggiore rilevanza:

  1. Chi traccia i rifiuti?
  2. Dove sono i formulari?
  3. La ditta e il camioncino bianco sono autorizzati al trasporto di rifiuti speciali da demolizione?
  4. Dove è la differenziazione dei rifiuti da cantiere?
  5. Dove è la sicurezza sul lavoro per il carico e scarico su pubblica via?
  6. Dove è l’occupazione di suolo pubblico per il carico e scarico e la messa in sicurezza dell’area?

Domande che incrociano quanto detto dalla sindaca Sara Funaro il 4 settembre in Consiglio Comunale, quando ha rivendicato: «Il complesso di Sant’Agnese è e resterà pubblico, siamo al lavoro come Comune e Città metropolitana per acquisirlo e realizzarvi social housing».

Se l’indirizzo della Giunta Funaro è tenere Sant’Agnese pubblico e farci social housing nel cuore del centro storico UNESCO, come si concilia con un utilizzo del portone 79A – che per il Comitato è l’antica sagrestia del complesso e per Montedomini «non farebbe parte di Sant’Agnese» – come via di transito per calcinacci senza cartello, senza sicurezza e senza tracciabilità?

Restano aperte le nostre 7 domande, ora 8 con l’ultima denuncia:

  1. Pulizia o demolizione?
  2. Dov’è il cartello di cantiere al 79A e all’83?
  3. Il 79A fa parte o no di Sant’Agnese, alla luce di quanto dice Funaro?
  4. Il castello di tiro all’83 ha autorizzazione paesaggistica art.146?
  5. Chi è il professionista esterno dal 19 marzo 2025 e chi è la ditta esecutrice?
  6. Dove è pubblicato l’esito deserto dell’avviso 79A-85?
  7. C’era concessione di suolo pubblico per il camion del 24 settembre e per il camioncino di oggi?
  8. Dove sono i documenti di tracciabilità dei rifiuti, la differenziazione e il piano di sicurezza per il carico su strada?

Visto e considerato che, solo grazie alla denuncia del Comitato Salviamo Firenze, il Comune ha appreso dell’esistenza degli affitti brevi, vietatissimi altrove ma operativi a Montedomini (con modalità per altro molto opache), è opportuno che questa segnalazione sia presa in carico. Anche perché il Comune di Firenze ha sempre ribadito la Sua attenzione alla sostenibilità, alla differenziazione dei rifiuti e al lavoro sicuro.

Pubblicheremo ogni riscontro.

Post scriptum: imparare da Salviamo Firenze. La realtà peggiora se smettiamo di guardarla. E il nostro spazio pubblico rischia di esserci sottratto.