FOCUS LFCV | Plures S.p.A.: disallineamenti contabili non solo Firenze. Anche Prato, Scandicci e Sesto Fiorentino: i casi nel dettaglio

Prese dalla pagina facebook di Plures Alia

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Quattro indizi non sono più una semplice coincidenza: sono la prova formale di un sistema contabile e gestionale entrato in cortocircuito.

 

Non un caso isolato, un’anomalia tutta fiorentina. Ma una prassi che, pur con varie sfaccettature e differenze, si ripete in vari comuni dell’ATO Toscana Centro. Disallineamenti, conguagli TARI non iscritti nei bilanci e dividendi congelati. Ecco ciò che la redazione ha passato al setaccio.

Il quadro d’insieme tracciato dalle verifiche di consiglieri e commissioni di controllo evidenzia una massa critica di 47,11 milioni di euro sospesi tra le casse degli Enti locali soci e i libri contabili del gestore unico Plures S.p.A., ex Alia Servizi Ambientali. Di questi, 46,12 milioni afferiscono a conguagli e crediti strumentali per il superamento del tetto ARERA e 0,99 milioni a dividendi deliberati e non distribuiti.

Nel Comune di Firenze il disallineamento arriva a 31 milioni, frutto di uno scarto netto tra i debiti riconosciuti da Palazzo Vecchio, 11,65 milioni, e i crediti rivendicati da Plures, 40,99 milioni a cui si aggiungono 2,2 milioni di ulteriori crediti contestati e fatture respinte, una vicenda già finita sul tavolo della sindaca e della Corte dei Conti. A Scandicci il contenzioso ammonta a 9,50 milioni di euro a titolo di credito strumentale per il superamento del tetto ARERA, di cui ben 4,3 milioni maturati nel solo esercizio 2025, che l’Amministrazione non iscrive a bilancio consuntivo. A Sesto Fiorentino si registrano, invece, circa 5 milioni di euro di detrazioni e conguagli MTR accumulati dal 2021 al 2026 che il Comune non imputa tra le proprie passività, pur a fronte dell’ammissione formale che la società partecipata non intende rinunciare a tali somme. Infine, a Prato emerge oggi il congelamento di quasi 1 milione di euro di dividendi che la società trattiene dal 2022 a causa di contenziosi con terzi, per un’ipotesi complessiva a livello societario di circa 5 milioni di euro non distribuiti ai soci.

 

Primo indizio: il caso di Firenze e i 31 milioni di disallineamento

 

Il nodo parte dal capoluogo. Come rilevato dal presidente della Commissione Controllo di Palazzo Vecchio, Paolo Bambagioni, il prospetto di conciliazione allegato al Rendiconto mostra un disallineamento importante: il Comune riconosce un debito verso la partecipata di appena 11,65 milioni di euro, a fronte di un credito iscritto nei libri contabili di Plures pari a quasi 41 milioni.

Tra le poste figurano lavori in attesa di verifica, dividendi disallineati e fatture respinte dal Comune ma mantenute come attive nel bilancio della S.p.A. Una vicenda finita al centro di formali segnalazioni inviate alla Sindaca Sara Funaro, al Collegio dei Revisori, ad ATO Toscana Centro e alla Corte dei Conti per la Toscana, proprio mentre si registrano avvicendamenti ai vertici operativi e finanziari del gestore.

 

Secondo indizio: 9,5 milioni a Scandicci

 

A Scandicci questa dinamica si ripete. La denuncia della consigliera civica Maria Luisa Dipalo mette a nudo un credito di 9,5 milioni di euro vantato da Plures S.p.A., di cui ben 4,3 milioni maturati nel solo 2025.

La risposta dell’Amministrazione parla di «debito strumentale che non si ribalta automaticamente sui cittadini». Tuttavia, il meccanismo di saturazione del tetto massimo previsto dalla regolazione ARERA impedisce l’assorbimento immediato della somma nella tariffa ordinaria: il costo continua ad accumularsi come credito della società senza che nel bilancio dell’Ente figuri la relativa copertura contabile. Se il Comune di Scandicci riterrà opportuno fornire ulteriori chiarimenti restiamo disponibili.

 

Terzo indizio: 5 milioni a Sesto Fiorentino

 

La conferma del metodo arriva da Sesto Fiorentino. Il capogruppo di Via Nova, Daniele Brunori, ha ricostruito la traiettoria delle detrazioni TARI accumulate dal 2021 al 2026 per effetto del limite alla crescita tariffaria MTR. La progressione mostra una crescita esponenziale: dai 219.000 euro del 2021 si è arrivati al picco di ben 2,38 milioni nel solo 2026, per un totale di 5.078.680 euro.

Sollecitato in Commissione Bilancio, l’assessore comunale Antonio Bindi, riferisce Brunori, ha confermato il punto nodale: «Alia non rinuncia ad alcun credito, ma accetta di essere pagata successivamente». Se l’amministrazione sestese vorrà fornire ulteriori chiarimenti la redazione resta disponibile.

Ciononostante, la cifra non figura tra i debiti del Comune di Sesto Fiorentino, portando l’opposizione a investire della questione l’ATO, i Revisori dei Conti e la Magistratura contabile.

 

Quarto indizio: 1 milione di dividendi a Prato

 

A due giorni dall’assemblea di Plures, il consigliere comunale di Prato Jonathan Targetti ha scoperchiato il fronte dei dividendi non versati. Il Comune di Prato attende infatti 991.411,33 euro relativi agli esercizi 2022 e 2023 che Plures ha trattenuto e imputato a riserva a causa di un contenzioso con terzi.

Trattandosi di somme incerte, il Comune di Prato è stato obbligato ad accantonarle al 100 percento nel Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità del Rendiconto 2025, congelando risorse che avrebbero potuto finanziare servizi o calmierare la TARI. Un contenzioso che, proporzionalmente alla quota del 18,55 percento detenuta da Prato, a livello societario ammonterebbe a circa 5 milioni di euro di dividendi bloccati per tutti i Comuni soci, secondo una stima proporzionale. Il tutto mentre a giugno Plures ha distribuito ai soci ben 34,4 milioni prelevandoli dalle riserve dopo aver ritirato e riapprovato il bilancio 2025.

Come sottolineato da Bambagioni, l’asse trasversale promosso con Open Multiutility conferma che i problemi riscontrati a Firenze, Sesto, Scandicci e Prato appartengono alla medesima matassa contabile.

Resta da chiarire se il congelamento dei dividendi per circa 5 milioni complessivi e la contestuale distribuzione di 34,4 milioni dalle riserve rispondano, come da prassi contabile in presenza di contenziosi con terzi, a due distinte valutazioni di prudenza ex art. 2423 c.c., una precauzionale sulle poste incerte e l’altra sulle riserve certe. Se Plures e il Comune di Prato vorranno chiarire, siamo a disposizione.

 

Quadro normativo e tecnico di riferimento

 

Dal punto di vista tecnico e normativo, la nostra analisi sui conti di Plures poggia su tre capisaldi:

  1. Il principio dell’integralità (L. 147/2013): per legge, la TARI deve coprire integralmente i costi del servizio di gestione dei rifiuti urbani;
  2. Il limite dei Piani Economico Finanziari / ARERA: quando i costi reali erogati dal gestore superano i limiti di aumento tariffario stabiliti da ARERA, la quota eccedente non può essere inserita subito in bolletta. Il gestore la accantona a bilancio come credito futuro; l’Ente locale, dal canto suo, non la iscrive nel bilancio di previsione o consuntivo come debito d’esercizio;
  3. La conciliazione obbligatoria (Art. 11, c. 6, lett. j, D.Lgs. 118/2011): gli enti locali e le società partecipate hanno l’obbligo inderogabile di provvedere alla periodica riconciliazione delle reciproche posizioni di credito e debito, asseverata dai rispettivi organi di revisione.

Resta da chiarire se, come sostenuto in passato in casi analoghi da gestori sottoposti a regolazione ARERA MTR-2, tali poste possano configurarsi come conguagli regolatori rinviati per effetto del tetto tariffario e quindi non esigibili nell’anno, circostanza che tuttavia non elimina il disallineamento contabile tra quanto iscritto dalla società come credito futuro e quanto iscritto, o non iscritto, dagli Enti come passività.

 

I nostri quesiti e un’ipotesi risolutiva

 

Per fare piena luce su questa quantità di poste sospese (che arrivano al totale di 47,11 milioni complessivi nei quattro comuni, ma, come detto, si tratta di partite di natura differente), la redazione de La Firenze che vorrei ha inviato nei giorni scorsi una formale richiesta di chiarimenti al Comune di Firenze, richiamando contestualmente alla Sindaca Sara Funaro anche la facoltà di attivare gli strumenti di controllo previsti dall’art. 2408 c.c. per le società partecipate (la cosiddetta “denuncia al collegio sindacale”).

 

I 5 quesiti puntuali che rivolgiamo agli enti competenti (Comune di Firenze e anche Plures) sono:

 

  1. Qual è l’esatto ammontare aggiornato del disallineamento tra le partite creditorie vantate da Plures S.p.A. e quelle riconosciute ed iscritte nei rendiconti del Comune di Firenze;
  2. A quali specifici contratti di servizio, corrispettivi per prestazioni erogate o partite straordinarie afferisce la divergenza;
  3. Quali atti formali o tavoli tecnici di conciliazione ex art. 11, comma 6, lett. j, D.Lgs. 118/2011 sono stati attivati, se ve ne sono stati, tra la Direzione Partecipate e la società per il definitivo riallineamento, con relativi verbali di asseverazione. Se non ne sono stati promossi, se si intende farlo;
  4. Se il Comune ha provveduto ad effettuare specifici accantonamenti al Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità o al Fondo Rischi Passività Potenziali a copertura di tali difformità e, parallelamente, quale svalutazione crediti è stata effettuata nel proprio bilancio da Plures S.p.A.;
  5. Se la fattispecie è stata oggetto di specifici richiami, rilievi o note da parte dei rispettivi Collegi dei Revisori dei Conti o della Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti per la Toscana in sede di parere al Bilancio Consolidato.

La richiesta di chiarezza avanzata da questa testata non costituisce un allarmismo infondato, ma l’esercizio fondamentale del diritto di cronaca e del controllo democratico sulla gestione delle risorse pubbliche. La domanda di fondo resta una sola: chi pagherà questi 47,11 milioni di euro quando gli organi di controllo imporranno il saldo dei conti.

La redazione de La Firenze che Vorrei continuerà a seguire l’evoluzione degli atti, impegnandosi a pubblicare integralmente e con dovuto risalto tutte le risposte ufficiali che perverranno dalle istituzioni coinvolte.