Il cambio di stagione ha portato in città un periodo di scontri a tutti i livelli: a San Jacopino, tra viale Redi e via Maragliano passando per via Pacini, tra una banda di nordafricani e una di sudamericani, le quali, come racconta il Comitato Cittadini Attivi ripreso da La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze, si sono prese a mazzate, cinghiate e catenate danneggiando pure alcune macchine; nelle istituzioni, in Consiglio comunale, l’assessore Giorgio ha provocato l’ennesimo alterco, stavolta col consigliere Sabatini (Lista Schmidt) a proposito del referendum sulla tranvia per Rovezzano, che definisce fuori da ogni buonsenso un «processo di ammodernamento della città»; manifestando nuovamente i suoi evidenti problemi coi numeri e non solo, egli ha risposto male ai cittadini che lo contestavano dando manforte al consigliere, definendoli «minoranza rumorosa» e tornando a farsi scudo dei risultati delle elezioni del 2019 e del 2024, i quali, essi sì, hanno visto uscire dalle urne il sostegno di una minoranza silenziosa e, forse, anche inesistente. Non poteva mancare, è quanto leggiamo sempre su Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze, il doppiopesismo della difesa del presidente Guccione che, lungi dallo zittire Giorgio nelle sue repliche fuori microfono, ha ripreso Sabatini per averlo invitato al silenzio e a ricambiare la cortesia di non interrompere. Anche nel caso della tranvia, ribadiamo, si parla di cittadini: pure La Repubblica Firenze si è soffermata con dovizia di particolari sul «timore dei commercianti» di viale Don Minzoni, alcuni dei quali hanno già spostato la sede delle proprie attività. Nello stesso PD, del resto, ogni tanto qualche voce dissidente emerge: è il caso del presidente del Q2, Michele Pierguidi, che si sarà accorto solo ora della questione dell’RSA Le Civette e si è schierato contro la scelta della giunta Funaro di chiuderla, chiedendone la revoca. Le sue contestazioni hanno trovato spazio su La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino e Il Tirreno Firenze. A nessuno invece importa dei tassisti, che chiedono «tariffe più alte» in ragione del caos che si verifica durante gli eventi e della mancanza di vetture, oltre che del rincaro dei carburanti. Per l’assessore Vicini, tuttavia, «non è la priorità»: è La Repubblica Firenze a darne conto. Molto, però, hanno detto su quest’ultimo argomento anche il Corriere Fiorentino e La Nazione Firenze, specialmente per quanto riguarda la prima giornata degli sconti che si è conclusa con un «assalto ai distributori» che ha fatto addirittura esaurire le scorte in tanti di questi. Mentre Giani esulta e chiede ora l’abolizione delle accise, le perplessità sono tuttavia parecchie: le associazioni di categoria la ritengono una «misura precaria» poiché «non riduce la dipendenza energetica», contandosi anche un’Eni dai prezzi «calmierati dallo Stato» e un’IP «legata agli equilibri geopolitici»; alcune aziende agricole hanno definito tale tetto «insufficiente», poiché trattori e serre consumano comunque tanto; altri gestori parlano direttamente di «concorrenza sleale», a confermare quanto poco di geopolitico e tanto di speculativo ci sia nei rincari anomali; l’ENI stessa ammette di non poter escludere, a prescindere, futuri problemi di approvvigionamento e stoccaggio. Problemi che sembra avere anche il Comune di Prato nell’«approvvigionamento» dei 991.411,3€ che gli spettano di dividendi da Plures e che l’azienda ancora non ha versato, come ha fatto notare il consigliere Targetti (L’Alternativa C’è) citato dal Tirreno Firenze. Il sindaco Biffoni, da parte sua, ribadisce, menzionato da La Nazione Firenze, la contrarietà all’ampliamento dell’aeroporto di Peretola, cui invece il Teatro Tenda è favorevole, come informa La Repubblica Firenze. I turisti che vi arrivano, magra consolazione, potranno scegliere se mangiare cibo da strada (essendone raddoppiati i furgoni negli ultimi 10 anni, dai 16 del 2016 ai 31 attuali, rendendoci per ciò primi in Toscana e undicesimi in Italia) o all’ex Convitto della Calza, che, come in questo e nell’altro caso scopre il Corriere Fiorentino, svolge ancora un servizio di ristorazione «nonostante i divieti». Ma tant’è, a Firenze per risolvere un problema basta cambiare il nome alle cose, è sufficiente chiamare «licei» tutti gli istituti di istruzione superiore e l’inclusività, la legittimità e la pari dignità sono servite. (JCM)



