Firenze, la maggioranza PD volta le spalle alle forze dell’ordine: affondata la risoluzione contro l’odio verso le divise

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Santarelli porta in Commissione i dati sulle aggressioni agli agenti e chiede una nuova fattispecie di reato. La maggioranza respinge l’atto tra obiezioni giuridiche e divisioni politiche

 

In Commissione 8, dedicata a Legalità e Politiche della Sicurezza, la risoluzione numero 1455 presentata dal consigliere Luca Santarelli (Noi Moderati) è stata respinta dalla maggioranza di centrosinistra. L’atto chiedeva di sollecitare Governo e Parlamento a introdurre nel codice penale una specifica fattispecie di reato per punire l’istigazione all’odio verso lo Stato e le forze dell’ordine. Una proposta che ha acceso il confronto politico, facendo emergere posizioni profondamente distanti sulla necessità di rafforzare le tutele per chi opera quotidianamente nella sicurezza pubblica.

Durante la seduta, presieduta dalla consigliera Alessandra Innocenti (PD), Santarelli ha illustrato la propria iniziativa richiamando dati ministeriali e parlamentari sulle manifestazioni e sulle aggressioni agli agenti. Secondo quanto riferito dal consigliere, nel 2024 in Italia si sarebbero svolte circa 12.000 manifestazioni di piazza, con un aumento del 10% rispetto all’anno precedente, mentre i ferimenti tra il personale delle forze dell’ordine avrebbero registrato un incremento del 127%. Nel corso del dibattito è stato inoltre richiamato il passaggio dai 120 feriti del 2023 agli oltre 3.200 del periodo più recente indicato da Santarelli.

Il consigliere ha sostenuto che la proposta non avrebbe intaccato il diritto costituzionale di manifestare, ma avrebbe consentito di contrastare la diffusione di messaggi di odio e delegittimazione contro le forze dell’ordine, distinguendo le manifestazioni pacifiche dalle azioni violente. A sostegno della necessità di un intervento normativo ha richiamato anche episodi e dichiarazioni pubbliche che, a suo giudizio, contribuirebbero ad alimentare un clima di ostilità verso gli agenti.

Il confronto con la maggioranza si è però concentrato soprattutto sull’effettiva necessità di introdurre un nuovo reato. La consigliera Collesei (PD) ha definito la proposta «inutile e persino dannosa», sostenendo che l’ordinamento e la Costituzione offrano già strumenti sufficienti. Nel suo intervento ha inoltre richiamato il tema delle vittime delle operazioni di polizia, mettendolo a confronto con i caduti in servizio tra le forze dell’ordine. Un passaggio che ha suscitato la contestazione politica di Santarelli, secondo il quale il confronto non coglierebbe la specificità del ruolo degli agenti e del loro sacrificio nell’esercizio delle funzioni pubbliche.

Il consigliere Conti (PD) ha invece richiamato l’articolo 341-bis del codice penale, relativo all’oltraggio a pubblico ufficiale, sostenendo che la normativa vigente già preveda strumenti di tutela e manifestando preoccupazione per un ulteriore ampliamento della risposta penale, definito un rischio di «panpenalismo». Santarelli ha replicato distinguendo l’oltraggio al singolo pubblico ufficiale dall’istigazione all’odio, che riguarderebbe invece la diffusione di un clima generale di ostilità e delegittimazione nei confronti delle istituzioni e delle divise.

Anche il capogruppo PD Milani ha espresso contrarietà all’impostazione della risoluzione, spostando l’attenzione sulle cause sociali della violenza, come disuguaglianze e disagio. Una posizione che si inserisce in una diversa concezione degli strumenti necessari per affrontare il fenomeno: da una parte la richiesta di nuove tutele penali, dall’altra la convinzione che l’introduzione di ulteriori reati non rappresenti una risposta efficace alle radici del problema.

Particolarmente contestato da Santarelli anche l’intervento della presidente Innocenti, che ha espresso perplessità sulla proposta arrivando a ricordare come gli agenti siano comunque tenuti a intervenire nell’esercizio delle proprie funzioni. La presidente ha inoltre ipotizzato che un aumento delle tutele legali possa persino contribuire ad accentuare le tensioni. Una lettura che si contrappone nettamente a quella del consigliere proponente, secondo il quale proprio il riconoscimento di una tutela specifica potrebbe rappresentare un segnale istituzionale contro la delegittimazione delle forze dell’ordine.

Alla fine, la maggioranza ha votato contro la risoluzione, respingendo l’iniziativa di Santarelli. A sostegno dell’atto si sono schierati i consiglieri di centrodestra Sabatini, Draghi e Locchi e la consigliera Sirello. Il consigliere Masi ha scelto invece l’astensione, motivandola con la necessità di approfondire la questione e confrontarsi a livello parlamentare prima del successivo passaggio del testo in Consiglio comunale. Scetticismo è stato espresso anche dai consiglieri Balli e Graziani.

La bocciatura lascia così aperto il confronto su un tema che difficilmente potrà essere archiviato con il voto in Commissione: quali strumenti debbano essere messi in campo per contrastare l’odio verso le forze dell’ordine e dove debba collocarsi il confine tra libertà di espressione, diritto di manifestazione e istigazione alla violenza. Due posizioni politiche che, a Palazzo Vecchio, non hanno trovato alcun punto di convergenza.

La seduta ha registrato una netta contrapposizione tra la posizione di Santarelli, che ha denunciato un’occasione persa per dare un segnale di vicinanza agli agenti, e quella della presidente Innocenti, che ha difeso le ragioni della maggioranza. Il risultato è un nuovo scontro politico sulla sicurezza, con il centrodestra che accusa il centrosinistra di non aver voluto sostenere una proposta di tutela delle divise e il PD che rivendica le proprie perplessità sull’introduzione di ulteriori fattispecie penali.

È possibile rivedere l’intera seduta della Commissione 8 nel video integrale:

Guarda la registrazione della Commissione