Sinistra Progetto Comune presenta una nuova mozione e un’interrogazione: prima di procedere con la progettazione, chiede che il Consiglio comunale si pronunci e che siano chiariti i rischi segnalati dalle indagini geofisiche del 2025
Il parcheggio interrato di piazza del Cestello rischia di trasformarsi in un intervento da 14,8 milioni di euro per guadagnare appena 11 posti auto rispetto a quelli già disponibili in superficie. È il dato messo al centro della contestazione di Sinistra Progetto Comune, con il consigliere comunale Dmitrij Palagi e Francesca Lupo, esponente del gruppo al Quartiere 1, che hanno depositato una nuova mozione e un’interrogazione per chiedere chiarimenti sui costi, sulla sicurezza del sottosuolo e sulla reale utilità dell’opera.
Il documento di fattibilità delle alternative progettuali, ottenuto attraverso un accesso agli atti, indica che la piazza dispone attualmente di circa 90 posti auto a cielo aperto. La soluzione presentata l’8 ottobre in Commissione 6 ne prevede 101 interrati: un incremento netto di soli 11 stalli, a fronte di una spesa complessiva di 14,8 milioni. SPC corregge inoltre il calcolo diffuso nei giorni precedenti: i quasi 94.000 euro per posto riguardavano soltanto i lavori, mentre considerando il costo totale dell’intervento si arriva a circa 147.000 euro per ogni posto auto. Un investimento che, secondo il gruppo, solleva interrogativi sulla proporzione tra risorse pubbliche impiegate e risultato ottenuto. I dubbi non riguardano soltanto il rapporto tra costi e benefici. Su quattro delle sei alternative esaminate, il documento segnala infatti: «Non possibile la realizzazione con l’attuale Piano Operativo e con le richieste della sovrintendenza in area Unesco».
Tutte le ipotesi prevedono inoltre la chiusura dell’intera piazza durante il cantiere, con conseguenze per un’area dell’Oltrarno che potrebbe rimanere interessata dai lavori per due anni. A complicare il quadro ci sono una falda acquifera a circa sei metri e mezzo di profondità e gli scavi previsti accanto a edifici storici. Particolarmente significativa è poi la valutazione della soluzione meccanizzata, premiata dall’analisi multicriteriale nonostante le riserve contenute nello stesso documento: «non è molto funzionale come parcheggio ad uso pubblico» e «può essere funzionale qualora si intenda utilizzare il parcheggio per affittare i posti auto ad utenti privati». Durante la Commissione, riferiscono Palagi e Lupo, l’assessore ha evocato anche la possibilità di riservare parte dei posti alla Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze per il Granaio. Manca invece una stima di quante persone residenti a San Frediano cerchino effettivamente un posto auto: un dato essenziale per valutare se l’intervento risponda a un bisogno concreto del quartiere oppure finisca per privilegiare un diverso modello di utilizzo.
C’è infine la questione della sicurezza. Le indagini geofisiche del luglio 2025 avrebbero individuato anomalie compatibili con tubazioni fognarie danneggiate e, nelle vicinanze di un edificio già interessato da crepe in facciata, possibili vuoti nel terreno e rischi di cedimento. Si tratta di criticità che, sottolinea SPC, meritano verifiche indipendentemente dal destino del parcheggio. Con un’interrogazione, il gruppo chiede quindi di sapere se Publiacqua e la proprietà dell’edificio siano state informate e quali accertamenti siano stati effettuati. La mozione impegna invece Sindaca e Giunta a trasmettere ai consiglieri e al Quartiere 1 la documentazione necessaria, a non avviare ulteriori fasi di progettazione prima di una pronuncia del Consiglio comunale e a portare in aula entro marzo una decisione motivata sulla previsione del Piano Operativo, accompagnata da una stima attendibile della domanda di sosta dei residenti. Palagi e Lupo chiedono inoltre di escludere l’affitto a privati dei posti auto realizzati con un parcheggio pubblico sotto una piazza pubblica, arrivando a superare definitivamente l’ipotesi dell’intervento interrato. La loro conclusione è una critica netta alle priorità dell’amministrazione: «Uno spazio dell’Oltrarno chiuso per due anni, quindici milioni pubblici e una soluzione pensata per chi può pagare un posto in affitto: è un modo di usare il territorio che non risponde a chi in quel rione ci vive».
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