Criminalità, illegalità, soste selvagge, infrastrutture arcaiche e sanità allo sfascio: sembra il classico racconto, un po’ stereotipato un po’ reale, della Napoli di un tempo non molto lontano. Invece è la realtà attuale di Firenze, che si conferma, nella classifica del Sole 24 Ore rilanciata dalle sezioni nostrane di Nazione e Tirreno, seconda in Italia dietro Milano per denunce ogni 100.000 abitanti e nonostante un calo dei reati del 2.9% nel 2025 rispetto al 2024. Rafforza questi dati il 56% di commercianti che «teme nuovi raid», sentiti da Confcommercio e Format Research in tutta la città e il cui allarme riecheggia su La Nazione Firenze. Di questi, già superiori del 6.6% rispetto alla media nazionale, il 79.7% è stato «vittima di più episodi», mentre il 72% «sa di spaccate ai danni di altri commercianti della zona», e qui sopravanziamo la percentuale italiana di addirittura il 21.3%. «La città dei borseggiatori», titola emblematicamente Il Tirreno Firenze, mentre la sindachessa Funaro, dalle cui labbra pende invece interamente La Repubblica Firenze, si trincera dietro il logoro leitmotiv del «servono più agenti». Il Corriere Fiorentino, da parte sua, amplia il suo raggio d’analisi e nota ben tre città toscane (Firenze, Prato e Livorno) nella top ten nazionale, mentre centrodestra e centrosinistra si rimpallano le responsabilità su immigrati e CPR, puntando il dito rispettivamente contro le amministrazioni «buoniste» e contro il governo Meloni. Gli unici espulsi, intanto, sono gli operai di cui davamo conto ieri, ripresi a lavorare sul tetto dello stadio senza imbracature e allontanati dal cantiere come fosse colpa loro e non della ditta che non ha fornito loro le dovute protezioni: tutte e tre queste testate hanno riportato l’assurda notizia senza batter ciglio. Non solo sicurezza, però: altri negozianti gridano aiuto, ma per il rischio fallimento delle loro attività in via Il Prato e via Vespucci, che si vedono praticamente isolate dai nuovi varchi telematici della ZTL, i quali peraltro, facendo mancare un presidio sul territorio, fa notare La Nazione Firenze, espongono l’area a una maggiore insicurezza. E contro i nuovi pacchetti legislativi che recano quest’ultimo nome scenderanno domani in sciopero generale i sindacalisti della CGIL, nel primo anniversario dei cortei in sostegno alla Palestina e in solidarietà ai cui partecipanti arrestati si svolgeranno le manifestazioni di domani, annunciate da Repubblica Firenze e Corriere Fiorentino. Problemi opposti a quelli, dicevamo, di via Il Prato e via Vespucci, se ne riscontrano poco lontano, «da Borgo Ognissanti a Santa Maria Novella», dove residenti e commercianti, informa La Repubblica Firenze, «denunciano pilomat mai attivati, catene e panchine divelte per far spazio alle auto», aggiungendo, come se non bastasse, che «anche in Santa Croce la notte spuntano macchine sotto al sagrato». Poco lontano, se n’è accorto il Corriere Fiorentino alle 15 di ieri, sul lungarno Torrigiani una discarica di rifiuti troneggiava sul marciapiede, costringendo persino la vicesindachessa Galgani a richiamare formalmente Alia, che ha balbettato qualche risibile scusa. Di ciò si ignora o si sottovaluta sempre l’aspetto dei rischi sanitari: la città “green” alla fine si scopre essere neanche tanto inclusiva o fautrice dell’“uguaglianza di genere”, dal momento che ci si riempie la bocca di «fondi per le donne» solo a seguito di querele da parte della sindachessa ma il 41% delle donne deve rinunciare alle cure per motivi economici e il 60% non si sottopone realmente a controlli, come apprendiamo dai dati IQVIA ripresi da La Repubblica Firenze. Un anziano su due, invece, fa eco La Nazione Firenze, rimanda le visite per le stesse ragioni, preferendo però pagare 850€ ai privati e superando così di 60€ la media nazionale delle spese mediche sostenute di tasca propria. Sono i tanti e tanti paradossi cui ogni giorno cerca di abituarci il sistema PD targato Funaro, come le disquisizioni sul Corriere Fiorentino a proposito della tranvia e degli alberi (ma ripubblicizzare gli autobus e ripristinarne l’eccellente stato di vent’anni fa no?!), una famiglia residente a San Godenzo è obbligata a farsi ogni giorno 4 ore di viaggio, con sveglia alle 5:20 di mattina, per venire a studiare e lavorare nella città che peraltro ospitava la madre al tempo dei suoi studi. A proposito di famiglie, infine, riporta La Repubblica Firenze che quella di David Rossi si è appellata ai magistrati affinché indaghino più a fondo sulle altre persone presenti nel vicolo dove è caduto e che non hanno prestato alcun soccorso, guardando e andandosene. Esattamente come avevamo ricostruito nel nostro primo focus, confermato dal ritrovato coraggio di chi ha finalmente fatto luce sui retroscena, pur già noti, della morte dell’ex capo della comunicazione del Monte dei Paschi. (JCM)

