Anche la Finanza nelle sedi di Montedomini. Le “grandi opere” del PD continuano a uccidere. Bastasse «ascoltare tutti» a “questora” s’era bell’e risolto. La Firenze sui giornali di venerdì 16 ottobre

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Si torna a parlare dell’ASP Montedomini, grazie ai frutti maturati dall’esposto del Comitato Salviamo Firenze che hanno portato all’acquisizione, da parte della Guardia di Finanza, di «una prima parte di documentazione», mentre di altri atti e incartamenti si chiederà nelle prossime integrazioni all’esposto stesso, annunciate dal Comitato che retoricamente chiede anche «cosa si aspetta a commissariare Montedomini» e se «Paccosi può restare alla guida di Casa SPA», risuonando su La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze. La vera opposizione mette il bastone tra le ruote al sistema PD anche sull’aeroporto di Peretola e ciò si riflette nelle parole del presidente di Toscana Aeroporti e nel suo timore consapevole che «con il no [del TAR] si blocca tutto», mentre i costi dei lavori di realizzazione della nuova pista, fa contestualmente sapere il Corriere Fiorentino, sono lievitati a 600 milioni. Intoppi analoghi se ne registrano sotto forma di «ritardi sul nuovo impianto» che dovrebbe sorgere sulle ceneri (appunto) dell’ex inceneritore di San Donnino, in un caso sollevato dalla consigliera Cecilia Del Re e dal suo collega di partito Leonardo Calistri (Firenze Democratica) e che hanno portato Alia a confessare la necessità di «altre valutazioni tecniche» per far partire i lavori di cui non si sapeva niente, tanto da far ipotizzare una loro partenza senza previa attivazione del Cantiere Trasparente, come ha spiegato La Nazione Firenze. Il consigliere Palagi (Sinistra Progetto Comune), invece, ha denunciato la marcia indietro effettuata di soppiatto dalla Regione, che ancora non ha stanziato i fondi per la riqualificazione dell’RSA Le Civette e non ha messo agli atti l’accordo del 7 ottobre sul ritiro dei licenziamenti e il mantenimento della struttura. Alle sue parole, diffuse dal Tirreno Firenze, è seguita, su La Nazione Firenze, una conferma da parte della cooperativa sociale Proges sul solo ritiro dei licenziamenti. In tutto questo bailamme giudiziario, a Firenze è arrivata da Verona la questore Rosaria Amato, prima donna a ricoprire questo ruolo nella nostra città e fortunatamente disinteressata alle questioni gender-lessicali a differenza della nostra sindachessa; fin troppo onestamente ha ammesso di «non avere ricette» (un passaggio comparso su La Nazione Firenze ma omesso sul Corriere Fiorentino) ma di essere «pronta ad ascoltare tutti», che nel gergo politicante fiorentino significa non ascoltare nessuno. Proprio queste stesse due testate riportano già due problematiche da affrontare: la protesta dei residenti contro la riapertura dello Space, additato come fonte di schiamazzi fino a tarda notte e degrado, e l’inchiesta del medesimo quotidiano di Agnese Pini tra viale Giovine Italia e piazza della Libertà, dalla quale emerge che «la sosta selvaggia è la regola», «i vigili non si vedono quasi mai» e c’è addirittura «chi invade la ciclabile per bypassare le file», tra le «infrazioni in serie» di motociclette, biciclette e automobili. Una «situazione allucinante» di «assenza di regole» e «maleducazione» in cui sono gli anziani che «rischiano di più». Parimenti allucinante è anche la situazione sui cantieri e quella della sicurezza sul lavoro, dove non rischia solo la terza età ma anche i giovani: dopo il ciclista travolto in viale Gramsci in una strettoia causata da uno dei tanti cantieri voluti dall’assessore Giorgio, quello, più longevo, della stazione Foster ha visto morire l’operaio 31enne marocchino Ayoub Abourabil per il crollo di un pilone di metallo verosimilmente sganciatosi dalla gru alla quale lavorava, oltretutto a pochi metri dalla tristemente famosa via Mariti. L’eco della disperazione dei colleghi e del fratello è arrivato persino al nord, poiché oltre a La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno, la tragica notizia è stata riportata persino dall’Adige, La Tribuna di Treviso e Il Piccolo. Una disperazione che, a livelli certamente minori ma non meno importanti, si percepirà sempre più anche nei comuni cittadini: la prima ha infatti rilanciato i dati di Federconsumatori sui 3.000€ (chi ha due figli da mandare a scuola anche 4.000) di costi in più solo in questo trimestre, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, per le spese essenziali alla sussistenza. Il +14.3% in «energia elettrica, gas, acqua e telefonia», il +15.7% delle bollette del riscaldamento a Novoli, all’Isolotto, a Rifredi e alle Piagge, il +3.6% degli oneri condominiali, il +5.4% della seconda rata della TATI e il +22.8% dei carburanti si inseriscono nel già foschissimo quadro degli sfratti e dell’emergenza abitativa. Questo il risultato delle politiche «inclusive» del PD, letteralmente definibili di lacrime e sangue. A proposito: finiti tutti gli ipocriti cordogli, chi pagherà tra i vari assessorati per questo ennesimo omicidio colposo? (JCM)