Intollerabile il rumore dei locali, figurarsi quello delle bombe. Nell’assedio di Campo di Marte crescono le file della diaspora. La Firenze sui giornali di sabato 17 ottobre

7_ottobre_2016_Firenze

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Sembra fervere un maggior numero di mobilitazioni nella nostra città: dopo i 2.000 di Campo di Marte, ieri è stata la volta dei 2.000, «forse 3.000» (coerenti le ipotesi di Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze, che oscillano tutte tra queste due cifre) studenti scesi in piazza per contestare le precarie condizioni strutturali delle loro scuole, come il “Machiavelli-Capponi”, il “Michelangelo” e il “Rodolico”, il tetto agli stranieri e i fondi che invece vengono destinati al riarmo, mentre manca pure la carta igienica nei bagni. Palese l’ispirazione francese, in quella che sembra una riedizione del ’68, anche nella ripresa dello slogan «L’école est à nous» (“La scuola è nostra”), in un percorso cui è stato fatto evitare proprio il consolato parigino, che i manifestanti volevano raggiungere. Unanime è quindi il desiderio di pace, non solo del mondo ma anche dei sensi, o perlomeno di alcuni di essi: non è soltanto il rumore delle bombe e dei missili che si vuole ovviamente evitare, ma anche quello dei locali che disturbano il sonno degli onesti lavoratori. Tale è il caso dei residenti in via del Guarlone, che hanno presentato un esposto in Procura contro il Lumen, che per le conseguenti spese legali rischia seriamente la chiusura, informa La Repubblica Firenze. Quello del Comitato Salviamo Firenze sta procedendo nel suo cammino, portando persino a un reato ipotizzato di turbativa d’asta per l’ASP Montedomini: «la procura vuole capire se le gare d’appalto delle case siano state condizionate», sottotitola La Nazione Firenze, scenario assai reale date le caratteristiche di tante aziende assegnatarie già analizzate in precedenza. Grane burocratico-legali incombono anche sulla nomina di Marco Giorgetti alla presidenza della Fondazione Toscana Spettacolo, per dubbi di incompatibilità dati anche dalla sua contemporanea direzione del Teatro di Catania, anch’esso finanziato dal Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo e dunque in contrasto con le norme del decreto ministeriale 463 del 23 dicembre 2024, indica La Repubblica Firenze. Nel frattempo, al netto delle indagini su Montedomini e sulla “lotta agli affitti brevi”, è stato inaugurato ieri il resort di lusso La Réserve, nello storico Palazzo Segni di via Santo Spirito, per trascorrere una notte nel quale si dovranno sborsare 2.500€, annuncia il Corriere Fiorentino. I risultati di questa «trasformazione» imposta li si vedono nelle continue limitazioni di cui sono esempio le vicende di un 86enne residente in via Calimala, intrappolato in un condominio di B&B nel quale è circondato, insieme alla vicina, da «6 monolocali ricavati da 2 appartamenti», dove l’ascensore è stato addirittura bloccato una volta dai turisti e i costi dello spurgo e delle pulizie si sono «moltiplicati». Non sorprende, quindi, leggere su La Nazione Firenze che sempre più fiorentini scelgano la via dell’emigrazione interna, privilegiando Empoli e Prato come mete più vicine e al contempo più economiche: secondo il Censimento generale dell’ISTAT, siamo infatti passati dai 457.803 residenti del 1971 ai 363.453 del 2025. Al contrario, Campi, Prato, Calenzano, Sesto, Empoli, Borgo San Lorenzo e soprattutto Montemurlo, con crescite che variano dallo 0.3% sestese al 3.8% di quest’ultima dal 2016 a oggi. Anche perché, altri episodi giustificano le ragioni di tale “autoesilio”, ci si trova a dover scegliere tra aspettare un taxi per 25 minuti o pagare 50€ per un Uber se si deve andare dai viali a piazza della Signoria. Non parliamo poi di zone un tempo tranquille, come Campo di Marte, in cui ieri si sono contate ben 28 spaccate di finestrini di auto tra via Orcagna, piazza Alberti, via Lungo l’Affrico, via Mannelli, viale Fanti, via Fra’ Paolo Sarpi, viale Calatafimi, via Enrico Tazzoli e via Scipione Ammirato. Tre anche a San Jacopino: due in via Galliano e una in via Spontini, per l’ira del Comitato Cittadini Attivi e del Comitato Controllo di Vicinato del Quartiere 2. E a proposito dei Comuni limitrofi, il Corriere Fiorentino riporta in un trafiletto la risposta del sindaco campigiano Andrea Tagliaferri alla presidente di Confartigianato, che aveva definito perfino «aberrante» la sua opposizione al master plan per l’ampliamento dell’aeroporto di Peretola. Egli ha ribadito e rivendicato la sua difesa dei cittadini da «un’opera dannosa» contro gli interessi «di una manciata di ricchi azionisti privati». Sindachessa Funaro, prenda appunti. (JCM)

 

In copertina: Wikimedia Commons