Fratelli d’Italia Mugello attacca: “a Borgo San Lorenzo il no per principio lo pagano i cittadini”
Dal 16 ottobre chi ha vecchi debiti con i comuni può chiudere le cartelle senza sanzioni né interessi. Una legge a cui hanno aderito anche molte città importanti come Roma e Milano (per citare quelle amministrate dalla sinistra) e che in Mugello ha visto l’adesione di Scarperia e San Piero, Londa o San Godenzo.
A Borgo San Lorenzo invece così come a Firenze è arrivato un no: la giunta borghigiana ha scelto di non aderire alla definizione agevolata e in Consiglio comunale lo ha rivendicato.
Il 19 giugno, rispondendo all’interrogazione di Borgo Visione presentata dalla consigliera Vittoria Boni, l’assessora al Bilancio Lisa Boni è stata esplicita: «La motivazione è una motivazione di natura politica». Secondo la giunta, «la rottamazione introduce un trattamento di favore verso chi non paga, che è fortemente diseducativo».
Le opinioni si rispettano, ma i conti di un Comune non si fanno con i principi. Nel bilancio di Borgo San Lorenzo il fondo crediti di dubbia esigibilità supera i 4,4 milioni di euro: sono somme che il Comune stesso considera difficili da incassare. La rottamazione avrebbe permesso di recuperarne almeno una parte, quella affidata alla riscossione nazionale fino al 2023.
Vale la pena ricordare cosa prevede la misura. Chi aderisce paga per intero il tributo o la tariffa dovuta, anche in 54 rate. Lo sconto riguarda sanzioni, interessi e aggio. Non c’è alcun condono dell’imposta. Dire no significa lasciare quei crediti dove sono oggi, cioè non riscossi.
In aula l’assessora ha ricordato che il Comune non ha «altri strumenti finanziari a disposizione» oltre a quanto versano i cittadini. È l’argomento più forte per aderire. Ogni euro recuperato da chi non ha pagato è un euro che non grava su chi paga regolarmente, e sono proprio loro, oggi, a coprire i mancati incassi.
C’è poi un dato che la stessa assessora ha presentato come positivo. La morosità sulla mensa scolastica è passata dal 6% dell’anno 2023-24 all’8,39% del 2024-25: in un anno è cresciuta di quasi il 40%. Non è il quadro di un Comune che può permettersi di rinunciare a uno strumento di recupero previsto dalla legge.
A pochi chilometri, Scarperia e San Piero ha fatto la scelta opposta: i suoi cittadini possono mettersi in regola e il Comune può incassare. A Borgo San Lorenzo ha prevalso la bandiera.
Fratelli d’Italia chiede alla giunta di spiegare ai borghigiani quanto conta di recuperare di quei 4,4 milioni senza la rottamazione, e in quali tempi. Perché un principio, quando costa ai conti pubblici, merita almeno una risposta con i numeri.

