Seconda giornata di firme: la “marea verde” non si ferma

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Anche oggi, la giornata di firme per il referendum sul taglio degli alberi propedeutico alla linea tranviaria verso Rovezzano ha registrato un notevole successo di partecipazione.

Le voci dalla fila del Manodopera, tra critiche alla politica e alla tranvia in sé, hanno visto, anzi, sentito emergere cifre che attestano tra le 1.000 e le 2.000 sottoscrizioni (ma, quantomeno per scaramanzia, non vogliamo credere al proverbiale goal di testa di Zoff su calcio d’angolo). I piccoli intoppi burocratici verso la fine non hanno intaccato, né in linea pratica né in linea di principio, il valore dell’ora di attesa che molti di noi hanno dovuto sopportare, fortunatamente sotto un cielo clemente, per poter aggiungere il proprio nome alla lunghissima lista di residenti che non hanno perso una rarissima occasione di farsi sentire su un tema concreto e decisivo delle nostre vite presenti e future.

Ottimo, nel complesso, l’opera di gestione dell’intero processo da parte della consigliera Sirello (Fratelli d’Italia), della leader di RiBella Firenze Francesca Marrazza e dei validatori preposti; Gandolfo (FdI) e Sabatini (Lista Schmidt) sono arrivati dopo.

Si è confermata, sostanzialmente, l’essenza variegata dell’insieme dei firmatari, mossi da un interesse pratico e reale e non ideologico o di partito: in altri termini, si potrebbe dire che la cittadinanza ha “scavalcato a sinistra” tanta politica ancora tremebonda e suddita verso il PD, la sua propaganda e il suo sistema. Non è vero che si è trattato soltanto di “elettori di destra”, ancor meno vero è che si possa parlare di “quattro gatti che fanno un po’ di rumore”: al di là di qualche voce particolarmente possente, il tutto si è svolto in un contesto estremamente calmo, educato e ordinato.

Assai complicata e soprattutto scorretta sarebbe la pretesa di parlare a nome di tutti i firmatari. Per quanto riguarda chi scrive, relativamente alle esternazioni dell’assessore Giorgio la contrarietà è certamente alla tranvia: non per “opposizione al progresso”, che anzi i suoi cantieri hanno fatto regredire di decenni, forse secoli, la situazione infrastrutturale della città, per non parlare della sicurezza, laddove Firenze è diventata un’enorme casba grazie alla facilitazione logistica che l’opera offre ai vari delinquenti e “maranza” che spacciano e spaccano, rubano, aggrediscono e molestano, quando non direttamente stuprano. L’alternativa non solo è possibile, ma l’abbiamo concretamente avuta per anni: basterebbe tornare al trasporto pubblico efficiente che c’era grazie agli autobus, prima che la tranvia venisse ideata, prima della privatizzazione dell’ex ATAF decisa peraltro dall’ex sindaco Matteo Renzi, che nel PD transitò molto prima di Giorgio.

Le penali non devono spaventare: i soldi li metta chi la tranvia l’ha voluta, contro ogni parere popolare. Quanto alle altre questioni pratiche, il sovraffollamento delle carceri potrebbe darci tutta la manodopera necessaria per liberare le strade e farle tornare, se non alla loro ampiezza originaria, a dimensioni che consentano, come un tempo, il libero fluire dei tanti, forse troppi quello sì, veicoli che circolano tra le mura.