Ponte da Verrazzano, la chiusura a Dicembre: Palazzo Vecchio ha già deciso?

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Repubblica prospetta la chiusura del ponte già a dicembre, dopo l’apertura della terza corsia del Nencioni. Ma in Consiglio comunale l’assessore Giorgio non ha indicato una data certa: il progetto esecutivo deve ancora essere completato e i sette mesi di lavori restano una stima

 

C’è un passaggio nell’articolo di Repubblica di oggi che merita molta più attenzione di quanta gliene sia stata dedicata: la prospettiva di chiudere il ponte Da Verrazzano già a dicembre, contestualmente all’apertura della terza corsia del nuovo ponte Nencioni. Secondo la ricostruzione di Ernesto Ferrara, la sequenza sarebbe questa: entro fine novembre-inizio dicembre completamento dei parapetti e apertura della terza corsia del Nencioni, in direzione Bellariva; subito dopo, chiusura del Da Verrazzano e avvio dei primi lavori, probabilmente già a dicembre. Una sequenza temporale piuttosto precisa.

Ma da dove arriva questa indicazione? È una decisione già assunta da Palazzo Vecchio, una programmazione condivisa con il concessionario e le imprese oppure soltanto un’ipotesi giornalistica? Non lo sappiamo. E sarebbe opportuno che l’assessore Giorgio lo chiarisse. Perché appena 24 ore prima, rispondendo in Consiglio comunale al Question Time di Luca Santarelli, lo stesso assessore non aveva fornito alcuna data certa per l’inizio dei lavori. Anzi, aveva spiegato che il progetto esecutivo deve ancora essere redatto dal concessionario, che sarà predisposto per stralci e che soltanto successivamente si potranno definire con maggiore precisione tempi e costi. E qui cominciano i problemi. I sette mesi di lavori e i sette milioni di euro sono ancora stime contenute nella Val4, non certezze definitive. Lo stesso Giorgio ha ammesso che i tempi potrebbero variare di un mese in più o in meno. Repubblica aggiunge che persino le ditte ritengono ancora da dimostrare la possibilità di rispettare quei sette mesi. Il progetto esecutivo completo non c’è, il nuovo quadro economico non è stato approvato e non è ancora disponibile un quadro definitivo delle singole lavorazioni. Eppure si prospetta la chiusura di un ponte strategico già a dicembre.

Ma c’è un problema ancora più grande, che Santarelli ha sollevato nella sua replica e che nell’articolo di Repubblica praticamente scompare. Che cosa succederà alla viabilità durante quei sette mesi? Se il Da Verrazzano chiude a dicembre e la tramvia entrerà in esercizio soltanto nell’estate 2027, avremo mesi nei quali il ponte sarà inutilizzabile e la linea tranviaria, che dovrebbe contribuire ad alleggerire il traffico automobilistico, non sarà ancora attiva. Dove finirà tutto quel traffico? Quali garanzie esistono sulla tenuta della viabilità alternativa? Quali conseguenze dovranno sopportare residenti, lavoratori e commercianti di Gavinana e dei quartieri limitrofi? È esattamente ciò che Santarelli ha contestato in Consiglio: si possono anche inaugurare piazza Beccaria e completare le altre opere, ma se la tramvia non funziona e il ponte è chiuso, i cittadini continueranno a subire disagi, anzi rischiano di subirne ancora di maggiori.

E allora alcune domande sono inevitabili. Se la chiusura a dicembre è già programmata, perché Giorgio non lo ha detto chiaramente in Consiglio, quando Santarelli gli chiedeva proprio la data di inizio dei lavori? Il progetto esecutivo del primo stralcio sarà pronto, verificato e approvato prima della chiusura? Quali autorizzazioni sono già state ottenute? Esiste un cronoprogramma effettivo, condiviso con il concessionario e le imprese? E soprattutto: come si concilia la chiusura del ponte a dicembre con l’obiettivo di attivare la tramvia soltanto nell’estate 2027? Non sappiamo se l’articolo di Repubblica riporti una nuova indicazione di Palazzo Vecchio, una sorta di anticipazione della programmazione interna, oppure una ricostruzione giornalistica. Ma proprio per questo l’assessore dovrebbe fare chiarezza.

Perché una cosa è certa: non si può chiedere ai cittadini di subire la chiusura di un’infrastruttura strategica sulla base di tempi ancora indicativi, costi non definitivi e un progetto esecutivo che deve ancora essere completato. La tramvia non è un’inaugurazione da mettere in calendario e il Da Verrazzano non è una strada qualsiasi da chiudere quando si libera una corsia sul ponte nuovo. Qui si rischia di chiudere il Da Verrazzano a dicembre, con un progetto ancora da completare e tempi di esecuzione tutti da verificare, per poi scoprire che i sette mesi preventivati non bastano. E se così fosse? Si andrebbe ben oltre l’estate 2027, con il ponte chiuso e la tramvia ancora da attivare. È questa la vera incognita: Palazzo Vecchio sta programmando i lavori sulla base di tempi tecnicamente verificati oppure sta facendo coincidere le scadenze dei cantieri con quelle degli annunci? Perché a pagare il prezzo di eventuali errori di programmazione non saranno gli assessori, ma ancora una volta cittadini, residenti e commercianti.

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