Assume tutti i contorni di una telenovela la vicenda dell’assessorato alla sanità, sfrattato da via Alderotti e che ora cercherebbe ricollocazione, si apprende da La Repubblica Firenze, a Villa Basilewski o nella terza torre di Novoli, al termine, però, di due anni di lavori. Altrettanta lentezza si riscontra nell’operato dell’ACI, che sullo sfondo dell’obbligo di targa per i monopattini, di queste ultime ne sono state rilasciate soltanto dieci e non senza la spada di Damocle di multe ben più salate (da 100 a 400 euro, ricorda lo stesso giornale) per i trasgressori, sospesi così in un limbo legale a tutti gli effetti. Neanche svolta, invece, l’assemblea di Alia-Plures originariamente programmata per il 30 aprile, con l’ennesima app «pronta» e senza neppure un progetto di bilancio per la multiutility (a ciò sarebbe dovuta esser dedicata l’assemblea), incalzata dal consigliere Palagi di Sinistra Progetto Comune e nonostante ciò, per il PD, è «tutto sotto controllo». I cittadini senz’altro, ancorché spolpati nelle finanze a causa dei costi indiretti dell’azienda, che, rivela Palagi, hanno visto un +71% per i servizi comuni, un +64% per le consulenze e un +8.7%, a condimento, tra TARI e bollette, secondo i dati rivelati «in ritardo» per la fine del 2025 rispetto all’anno precedente. E mentre la sindachessa Funaro rigetta stizzita l’ipotesi avanzata dalla Presidente Meloni di un commissario che sovrintenda al piano casa per la nostra città («i Comuni sulle politiche abitative per le nostre città sanno cosa fare», sottotitola il Corriere Fiorentino riportando le dichiarazioni della prima cittadina: se lo dice lei…), l’attenzione viene monopolizzata da un presunto attentato anarchico cui viene ricondotto l’incendio doloso di un’area vicina al cantiere dell’Alta Velocità, laddove però gli stessi organi di stampa che ne hanno dato notizia, ovverosia La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino e Il Tirreno Firenze, ammettono la totale inesistenza di qualsivoglia prova o indizio che corrobori la «pista anarchica». La Nazione Firenze, a proposito della questione delle abitazioni, rilancia uno studio di Tecnocasa sul prezzo delle case, il cui mercato sappiamo ora vedere un aumento di acquirenti sudamericani (soprattutto per quanto riguarda gli ospedali) con un incremento esponenziale dei prezzi in periferia (+2.4% quest’anno rispetto allo scorso), principalmente a Novoli e Rifredi, e una sostanziale stagnazione nel centro storico. Schizzati addirittura al 46% gli affitti negli ultimi dieci anni, raggiungendo una media di 625€ al mese, per gli studenti: ad affermarlo è qui un’indagine di Immobiliare.it, ripresa dalla stessa testata. Rifredi in cui tuttavia si è allagata la scuola elementare Don Minzoni, costringendo gli operatori della mensa a servire i pasti in classe, portandoli a piedi su per le scale, data l’inagibilità della prima e dell’ascensore, con tanto di rottura della pompa di aspirazione e annullamento dei corsi pomeridiani in palestra. Un rapporto qualità-prezzo inversamente proporzionale, dunque, quello che dobbiamo evincere anche da quanto accaduto in via Giorgio Pasquali, nel Quartiere 2, dove un grosso pino è «franato a terra» a causa del maltempo, danneggiando “solo” quattro auto ma fortunatamente nessun passante. Un trafiletto sempre de La Nazione Firenze ha dato conto del traffico in tilt anche verso Greve, per la semplice rimozione di un «platano pericolante». In tutto questo, i residenti dell’Oltrarno si sono scampati, almeno per il momento, il parcheggio interrato al Cestello (ne dà notizia il Corriere Fiorentino), ma al collasso, tanto metaforico quanto concreto, è anche la sanità: apprendiamo dal Tirreno che il portavoce dell’opposizione, Alessandro Tomasi (FdI), ha fatto luce sul buco da 165 milioni nei conti, sul quale l’assessore Monni, non potendo negarlo, ne ha “ovviamente” incolpato il governo. Ad Arezzo ciò si assomma alla chiusura spietata di aziende di oreficeria, dove già 90 dall’inizio dell’anno sono cadute sotto la scure degli effetti della guerra mediorientale peraltro alla vigilia di Oro Arezzo; e qui un candidato bengalese di Forza Italia ha pensato bene di divulgare santini elettorali anche nella sua lingua madre per le elezioni del 24 e 25 corrente mese, con tanto di foto allegata nell’articolo del Corriere Fiorentino. Se sia un «ritorno al futuro», come ironizzato da molti, non è certamente dato sapere, ma se anche fosse le speranze e le prospettive sarebbero sicuramente migliori nello scenario così ipotizzato rispetto alla realtà attuale. (JCM)
In copertina: Copyright Fotocronache Germogli
