Albero crollato in viale Matteotti. Sabatini: «E i 9 metri di terra previsti dal Regolamento? Mostrate i documenti»

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Il consigliere civico dopo la caduta di ieri sera: «Monitoraggi promessi? Prove di trazione fatte? Oppure l’eccezione è diventata la regola?».

 

Ieri sera, 20 agosto, durante un forte temporale, in viale Matteotti è caduta la parte superiore di un albero. Per il consigliere comunale Massimo Sabatini (Lista Schmidt) non è il caso di liquidarlo come maltempo. Servono documenti e un «cambio di passo deciso nel controllo».

«Occorre evitare conclusioni affrettate», attacca Sabatini. «Ma proprio perché non sappiamo se c’entra il cantiere della tramvia, servono risposte precise. Erano stati promessi monitoraggi continui ed efficaci».

Il problema, secondo il consigliere, non nasce oggi. «Da tempo ho contestato non solo gli abbattimenti, ma anche come cordoli, pavimentazioni e scavi si addossano agli alberi rimasti e alle loro radici».

Sabatini tira in ballo il Regolamento del patrimonio arboreo dello stesso Comune di Firenze. È chiarissimo: per gli alberi di prima grandezza esiste una ZRA, Zona di Rispetto dell’Albero, di 4 metri di raggio dal fusto.

E dentro quella zona l’art. 7 vieta «scavi e buche capaci di lesionare le radici principali di sostegno». 

Il punto più critico riguarda le pavimentazioni. Quando la ZRA viene interessata, il Regolamento prescrive che intorno al tronco resti una superficie di terreno nudo.

«Per un albero di prima grandezza sono 9 metri quadrati. Nove. È una misura precisa, non un’indicazione da adattare alle esigenze del cantiere», ricorda Sabatini.

L’art. 8 prevede, infatti, deroghe solo per «norme sovraordinate, pubblica incolumità o impossibilità fisica». Ma con una condizione, ovverosia che «il progetto deve spiegare dettagliatamente perché quelle prescrizioni non possono essere rispettate».

«La domanda non è solo se oggi ci siano 9 metri di terra. La domanda è: quando non ci sono, dov’è la motivazione progettuale? Perché una deroga è una cosa, trasformare l’eccezione nella regola è un’altra».

E non finisce qui. L’art. 9 vieta scavi con mezzi meccanici nella ZRA. L’art. 10 impone di evitare «costipamento e vibrazioni» nei cantieri.

«Non sono raccomandazioni. È il Regolamento del Comune di Firenze», ricorda ancora Sabatini.

A marzo il Comune annunciò proprio in viale Matteotti delle prove di trazione sugli alberi per verificarne la stabilità.

«La pianta caduta ieri era tra quelle? Quando sono state fatte? Con quale esito? Con quale classificazione di rischio? Ci sono stati controlli dopo gli scavi?».

C’è anche il tema del vincolo. I viali di circonvallazione sono tutelati dal 1955. «Non significa che ogni albero sia intangibile. Significa che non sono un arredo da sacrificare. Sono parte del valore storico e paesaggistico di Firenze».

«Il temporale può aver avuto un ruolo. Saranno i tecnici a dirlo. Ma un evento meteorologico non rende inutili le domande: le rende più importanti».

Sabatini annuncia che chiederà formalmente i documenti: condizioni dell’albero prima del temporale, lavori fatti sulle radici, prescrizioni impartite, controlli svolti, deroghe al Regolamento.

«Piantare nuovi alberi è importante. Ma la prima tutela è non compromettere quelli che ci sono già e rispettare le regole che li proteggono».