Amministrative in Toscana, stravince il civismo. La posizione di Del Re (Firenze Democratica)

GERMOGLI PH 11 FEBBRAIO 2025 SCANDICCI SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE EVENTO IN RICORDO DI GIUSEPPE MATULLI NELLA FOTO CECILIA DEL RE

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di Cecilia Del Re (Capogruppo di Firenze Democratica)

Ogni elezione è una storia a sé, ma dei punti fermi possiamo metterli su queste elezioni amministrative. Un punto fermo è senz’altro l’importanza del civismo, che a livello locale sta sempre più facendo la differenza. La crisi dei partiti nazionali, e l’incapacità di costruire campi larghi con progetti credibili a causa dell’autoreferenzialità dei capi bastoni locali fa sì che chi tiene ai propri territori preferisca ritrovarsi allora intorno ad un progetto civico concreto per la propria città. Un progetto che così evita che l’astensionismo aumenti ancora di più, tenendo viva una cittadinanza che non si rassegna a conservatorismi, convenienze e litanie imposte dall’alto.

Le liste civiche – che abbiano corso da sole o a sostegno di candidati/e sostenuti anche da partiti tradizionali – hanno in questa tornata elettorale avuto un risultato incredibile.

La lista civica del neo sindaco di Venezia Venturini ha ottenuto il 35%, triplicando da sola a livello locale quello che a livello nazionale è il primo partito (FDI). Ad Arezzo, dopo 5 anni di opposizione con la sua lista civica, Marco Donati manda al ballottaggio le due coalizioni di csx e cdx, superando il 20% dei consensi con la sua lista civica che ha corso da sola. A Prato, la lista civica di Biffoni piazza ben 8 consiglieri, ma d’altronde lì la partita l’ha vinta lui da solo, e d’altronde poteva vincerla solo lui, anche se noi lo avremmo preferito ancora in Regione, ma la sua autonomia di consenso era evidentemente ritenuta ingombrante per le solite (asfissianti) dinamiche, e allora che bene che aiuti Prato e il csx a rialzarsi in questo momento difficile. A Pistoia, invece, la vittoria è arrivata grazie alle primarie, vinte dall’outsider, ovvero il candidato non indicato dall’assemblea del Pd, ma che ha avuto l’intelligenza poi di includere subito a pieno l’area che non lo aveva sostenuto, e di costruire un progetto credibile per una nuova pagina del centrosinistra per Pistoia. Quelle primarie che sono invece state negate a Sesto Fiorentino, con quella chiusura autoreferenziale dei partiti locali e dei capibastone che citavamo all’inizio del post e che allontanano le persone dal voto. Una chiusura che non è andata giù a Beatrice Corsi di Ecolo’, dove due uomini hanno deciso per tutti di non volere un confronto di temi e proposte mediante primarie, negando così a brave amministratrici la possibilità di mettere a frutto le proprie competenze acquisite portando anche idee nuove.
Una storia che richiama la nostra, anche se Beatrice non ha poi corso come la sottoscritta da “cacciata” e in un clima di caccia alle streghe, ma da assessora e con un gruppo, quello di Ecolo’, già consolidato e presente alle passate elezioni. Beatrice ha avuto comunque lo stesso coraggio di opporsi ad un sistema, di perseguire la libertà delle idee del proprio gruppo piuttosto che la convenienza di un posto. Questo sì che è femminismo e volontà di rinnovamento, anche culturale, che ancora tanto manca nei partiti tradizionali perché manca la democrazia nei partiti, essendo rimasto inattuato l’articolo 49 della costituzione.

A Firenze il campo strettissimo imposto dal manovratore tre anni fa, oltre ad essere addirittura finito al ballottaggio col risultato peggiore di sempre (circostanza significativa a Firenze, segno di una scarsissima aderenza alla debole proposta calata dall’alto), oggi vede un governo della città ancora assai conservatore, privo di una visione chiara, e con un diffuso malcontento che ha aperto poi la strada al conclamato flop delle regionali (e con astensionismo salito ancora più alle stelle).

Noi, come realtà civica, stiamo continuando a tener fede al mandato ricevuto nel compito di indirizzo e controllo proprio delle minoranze (seguite i social di Firenze Democratica per restare aggiornati sulla nostra attività). E ci impegniamo ad alimentare quella democrazia che a livello locale vede, appunto, sempre più determinanti le liste civiche. Che non sono un partito, non siamo un partito, potete avere la nostra tessera, ma anche di altre realtà o di partiti nazionali o di associazioni nei cui valori vi riconoscete.

Evviva, allora, l’impegno civico, grazie a tutte e tutti coloro che ogni giorno ci supportano, e buon lavoro ai nuovi amministratori e amministratici elette, siano esse/i maggioranza o minoranza!