Ancora crepe nel PD? Baroncelli attacca: “Basta arroccarsi”

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Tutto sopito nel PD? Tutto passato dopo le ultime elezioni amministrative? Macché. Nel Partito democratico i malumori sono tutt’altro che smorzati. E fuoriescono pubblicamente. È il caso di David Baroncelli, sindaco di Barberino Tavarnelle. Ancora una fronda che parte dalla Città Metropolitana?

“Non ho mai scritto nulla del Partito democratico su Facebook perché sono sempre stato abituato a confrontarmi a viso aperto nelle stanze e nei luoghi dove ci si parlava, un tempo. Oggi non più – scrive sul suo profilo Baroncelli -. Si può ancora dire qualcosa in questo partito o il confronto è diventato un tabù o una mera rassegna stampa?”

“È questa la domanda che molti di noi, militanti e amministratori, si pongono da mesi – si legge ancora nell’intervento del primo cittadino di Barberino Tavarnelle -. Davanti a un Pd toscano che sembra aver sostituito i congressi e le assemblee con i comunicati stampa e i post sui social, un partito che ha fatto dei listini e delle candidature bloccate uno scempio, il silenzio sta diventando assordante”.

E prosegue nella requisitoria: “Non possiamo più far finta di nulla. Serve una vera analisi dello stato di salute del Partito democratico, che parta dai territori e non dalle stanze chiuse di Firenze o Roma. Un partito serio non si arrocca. Un partito serio non affida l’analisi del voto e del futuro della Toscana a un asse ristretto escludendo tutto il resto della comunità democratica”.

“Il Pd deve ritrovare la sua più ampia rappresentanza – propone -. Deve tornare a essere la casa dei riformisti, dei cattolici democratici, della sinistra di governo e di chi vive il territorio ogni giorno, non solo di una singola corrente o peggio come adesso di un gruppo ristretto e di potere. Ritroviamo il coraggio del confronto vero, libero e plurale. La Toscana e i nostri elettori si meritano molto di più di un partito che si parla allo specchio”.