B&B-Domini, anche Italia Viva sgancia la Giunta: «Una contraddizione politica, Firenze indietro sull’abitare»

GERMOGLI PH: 16 LUGLIO 2024 FIRENZE PRESSO IL SALONE DEI DUECENTO SI E' TENUTO IL PRIMO CONSIGLIO COMUNALE PRESIEDUTO DALLA NUOVA GIUNTA COMUNALE NELLA FOTO FRANCESCO GRAZZINI CONSIGLIERE COMUNALE

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E da due anni manca una «visione urbanistica moderna».

 

E anche Italia Viva, che sta un po’ di qua e un po’ di là, si smarca dalla Giunta Funaro con una dura nota sul caso Montedomini. «Quanto sta emergendo sugli immobili di Montedomini destinati alle locazioni turistiche brevi è estremamente grave e rappresenta l’emblema dell’incoerenza con cui la maggioranza di Palazzo Vecchio ha affrontato il tema della casa». Lo dichiarano Francesco Casini e Francesco Grazzini, capigruppo di Italia Viva – Casa Riformista rispettivamente in consiglio regionale e comunale.

«Da anni – proseguono gli esponenti del partito di Matteo Renzi – assistiamo a una continua criminalizzazione dei cittadini fiorentini che, con sacrifici, hanno acquistato o ristrutturato un immobile e, attraverso gli affitti brevi, cercano di integrare il proprio reddito. Si è arrivati dalle forze di maggioranza perfino a parlare di requisizione degli immobili sfitti dei privati e di misure sempre più invasive nei confronti dei proprietari. Poi però si scopre che immobili riconducibili a un ente pubblico, nonostante il blocco, vengono destinati proprio a locazioni turistiche brevi, per sostenere con gli introiti le proprie attività sociali. È una contraddizione politica evidente».

«Il punto non è soltanto capire chi abbia firmato un contratto o inserito una determinata clausola – fanno notare -. Il vero tema è la mancanza di controllo e di indirizzo politico nella gestione del patrimonio pubblico. Prima di impartire lezioni ai cittadini e andare a tagliare le keybox con le cesoie, sarebbe meglio che l’amministrazione verificasse cosa accade negli enti che fanno capo al Comune».

«Questa vicenda dimostra che non ci si può approcciare al tema dell’abitare in modo così ideologico. Si è preferito individuare un nemico negli affitti brevi anziché affrontare le vere cause della crisi della casa: aumentare l’offerta abitativa, recuperare il patrimonio pubblico inutilizzato e promuovere una vera rigenerazione urbana».

E poi la bordata: «Dopo oltre due anni di mandato, la maggioranza di Palazzo Vecchio appare ancora priva di una visione urbanistica moderna. Mentre altre città progettano nuovi quartieri e creano opportunità abitative, Firenze resta immobile. L’affaire Montedomini è uno dei simboli di questo fallimento. È il momento di abbandonare le campagne ideologiche e costruire finalmente un vero Piano Casa per Firenze, capace di dare risposte concrete ai cittadini».

«Ora ci attendiamo una chiara assunzione di responsabilità politica. Nessuno pensi di scaricare tutto sui tecnici, sui direttori o sui consigli di amministrazione. La responsabilità di indirizzare e controllare è della politica. E su questo la maggioranza di Palazzo Vecchio dovrà rispondere ai fiorentini», termina la nota.