Nonostante precedenti tentativi di censura, via Martini e piazza Beccaria tornano con ancor più prepotenza al centro delle cronache: davanti all’istituto Santa Maria, aperto e perciò frequentato da tanti bambini, è caduto un grosso ramo da un albero «controllato a luglio» per stessa ammissione della vicesindachessa Galgani e adesso del tutto abbattuto, come apprendiamo dalle sezioni nostrane di Repubblica, Nazione e Tirreno. Su quest’ultima leggiamo altresì che, per effetto dello spostamento dei cantieri «per il completamento della sede tranviaria e della posa dell’armamento nei viali Matteotti, Gramsci, Giovine Italia ed Europa», sarà proprio la piazza ov’è ubicata la Porta alla Croce a guadagnarsi il poco invidiabile titolo di «zona più a rischio ingorgo», esattamente la stessa dove se n’è verificato un altro pochi giorni fa, appunto, nel silenzio totale della cronaca locale. Per un paradosso che non farà contenti i tifosi viola, invece, i lavori al Franchi possono accelerare solo quanto più la Fiorentina offrirà scarse prestazioni in campo, ma non è detto: se il Corriere Fiorentino, ora che la Viola è stata eliminata dalla Conference League, appare ottimista per l’eventuale loro accelerazione, ipotizzando una «prima metà dello stadio pronta nel 2027», La Nazione Firenze ci riporta alla realtà informandoci del congelamento di tutto il restyling del Parterre, poiché l’Europa Entertainment si è rivolta al TAR dopo che il Comune le aveva sospeso l’aggiudicazione del cantiere. È intanto arrivato in città il commissario straordinario per gli stadi, Massimo Sessa, incaricato di traghettare anche l’Artemio Frankenstein verso Euro 2032, mentre lentamente e faticosamente prendono forma i nuovi gradoni. Al mercato di San Lorenzo un’altra «aggiudicazione» è stata sospesa: quella a un ambulante che già a settembre si era trovato bloccata l’attività per un mese dal Comune, poiché sprovvista dei cartellini indicanti i prezzi e dotata di un banco più ampio dei 6 metri previsti dalla concessione, la cui sospensione è stata ora confermata. Tutti assolti, invece, gli ex vertici della CFT, consorzio logistico con sede a Novoli, per il fallimento della controllata nata dalla fusione tra la Milo e la Silo. Chiude anche il poliambulatorio della Misericordia di Gavinana, situato all’interno della Coop, dopo dieci anni, per i «costi troppo alti» (3.000€ tra affitto e condominio, a cui si sommano le spese energetiche, il personale e gli spazi insufficienti): la Coop stessa si era offerta di venire incontro alla struttura azzerandole il canone, ma neanche questa misura sarebbe bastata, ha spiegato la governatrice della Confraternita sempre ai microfoni de La Nazione Firenze, sulla quale viene riportata l’analoga situazione dell’artigianato, in calo del 4.1% quanto a introiti delle imprese a livello metropolitano nel 2025 rispetto al 2024. (JCM)
In copertina: Copyright Fotocronache Germogli
