«Campo di Marte non si fida della tramvia»: chissà perché! E ora spunta la trovata del «bicivelox». La Firenze sui giornali di domenica 1 novembre

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In mezzo agli arresti e alle denunce per il blocco dei binari tranviari (su cui si sono fiondati tutti e quattro i principali quotidiani nostrani: La Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze, laddove la terza vi aggiunge le dichiarazioni del preside del “Galileo” sui danni e sul rischio di annullamento dell’anno scolastico causati dall’occupazione del 27-30 ottobre, rammentando la soglia legale dei 200 giorni di anno scolastico) accade che quando la cittadinanza viene davvero interpellata, non manca di farsi sentire e recapitare a chi di dovere un chiaro verdetto di contrarietà alle “grandi opere” inutili e dannose. A confermare gli umori emersi dalle varie raccolte firme, un’inchiesta del Corriere Fiorentino a Campo di Marte, proprio all’inizio del mese al termine del quale partiranno i cantieri per la nuova linea. Sullo sfondo delle «promesse mancate» ricordate dal quotidiano di Carlo Nicotra («parco, ZTL viola e non solo»), si evince chiaramente che il problema percepito va ben oltre la questione degli alberi ed è, come correttamente indicavamo giorni or sono, anche a seguito di opportuna inchiesta sul campo, strettamente legata sia alla tranvia in sé che al problema sicurezza, fungendo essa da “supporto logistico” per la proliferazione di maranza e feccia simile dedita a spaccio, furti, aggressioni e comportamenti molesti di ogni sorta. Questo senza omettere la continua sottrazione, assolutamente non compensata nonostante la propaganda comunale, di posti auto in una zona dove già scarseggiano. Sulla stessa testata compare oggi la notizia, laddove però si sottolinea il tutt’altro che invidiabile primato della nostra città, del rapporto ISPRA sul consumo di suolo che già abbiamo citato ieri, specificando che gli «spazi per il ripristino» sono ben pochi. Oltre al danno, dunque, la beffa: all’ira degli otto sindaci dei Comuni mugellani, «ignorati anche dalla Prefettura» (ma non da La Nazione Firenze) per i continui e crescenti disagi della linea ferroviaria, da Palazzo Vecchio si pensa a come rallentare anche le biciclette, con la nuova trovata, ripresa da Parma, del «bicivelox», chiamato Dynostar, contro le «due ruote truccate»: dalla stessa fonte apprendiamo che mancherebbe soltanto «l’ok da Roma», cioè dal Ministero dei Trasporti capeggiato da quel Matteo Salvini che dovrebbe anzitutto pensare a risolvere i problemi, anzitutto, proprio dei treni. (JCM)