40.000 i toscani scesi in piazza ieri, ma anche gli assistiti dalla Caritas. A rischio anche lavoratori bancari e società sportive. La Firenze sui giornali di sabato 31 ottobre

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È stata indubbiamente un successo la giornata di ieri, che ha visto scendere pacificamente in piazza 40.000 persone in tutta la Toscana nel contesto dello sciopero generale proclamato da USB e COBAS col sostegno dei collettivi studenteschi. Dalla nostra città fino a Pisa, Livorno, Prato e Carrara sono emerse voci di denuncia del progressivo impoverimento e di condanna e rigetto della corsa al riarmo. Se da noi, dove i manifestanti sono stati 12.000, si è avuto solo qualche momento di tensione, in un tentativo di deviare il corteo verso via Cavour, nella città della Torre Pendente è stata occupata la Normale mentre nella culla del marmo è stato chiuso il porto e nella città dei Quattro Mori si è vista in piazza persino la relatrice ONU Francesca Albanese. Il Corriere Fiorentino, che ha offerto un’ampia copertura mediatica delle proteste insieme ai colleghi delle sezioni cittadine di Repubblica, Nazione e Tirreno, ha intervistato nella nostra piazza una studentessa, una psicologa e una pensionata, mentre la prima ha raccolto le impressioni di un’operatrice socio-sanitaria e di un’universitaria fuorisede a Bologna. Ovunque contestazioni del caro affitti, dei salari sempre più bassi e dei mutui alle stelle, in mezzo alle crescenti difficoltà ad arrivare a fine mese. Curiosamente, infatti, il numero dei toscani scesi in piazza ieri equivale perfettamente allo stesso di quelli che hanno dovuto ricorrere agli aiuti della Caritas l’anno scorso per il sesto di fila, di cui quasi la metà (4 su 10, il 43.3%) è stata costretta a sacrificare le cure mediche, l’acquisto di determinati generi alimentari e le attività extrascolastiche per i figli, secondo il rapporto regionale citato da Repubblica Firenze e Corriere Fiorentino. Su quest’ultimo fronte, in particolare, la crisi è “bipartisan” in quanto, udiamo il grido d’allarme lanciato dal presidente del Firenze Sud riecheggiato su La Nazione Firenze, anche le società sportive sono «al collasso», obbligate ad aumentare le quote di iscrizione e associazione a causa delle «bollette insostenibili» e del costante venir meno dei contributi dalla Federcalcio e dalle istituzioni. Non ha tutti i torti, il presidente, quando afferma che «siamo l’ultimo baluardo sociale per tenere impegnati i ragazzi» e non c’è da meravigliarsi se, caduti i baluardi precedenti, questi si danno alla delinquenza: secondo la versione dello stesso quotidiano, la zona rossa in San Jacopino, prima ancora che la prefetto e il sottosegretario Molteni, l’avrebbero chiesta direttamente i residenti alla luce delle ulteriori spaccate di questo periodo e dello spaccio e degrado anche diurni. Intanto, però, rischiano anche gli impiegati di un settore fino a poco tempo fa ritenuto sicuro come quello bancario: dopo il “terremoto” senese dato dal rischio della perdita della direzione generale del Monte dei Paschi, nell’eventualità, non tanto remota, il contraccolpo si sentirebbe «non soltanto [sugli] sportelli bancari, ma soprattutto [su] posti di lavoro qualificati, strutture direzionali, competenze professionali e attività», afferma la FAISAC-CGIL, che sottolinea la cifra di 1.000 dipendenti in servizio presso la sede fiorentina, di cui 500 proprio nella direzione generale. La vendita, annunciata come lo spostamento a Prato della Nexi Help Line, delle «attività nel comparto dei crediti deteriorati» di Banca Ifis mette in pericolo ben 300 posti di lavoro, configurando una probabile perdita progressiva, da parte della città, «di una parte importante del proprio sistema del credito», per citare ancora il sindacato, cui ha dato voce il Corriere Fiorentino: un simbolo di come i soldi, dalle nostre parti, stiano venendo sempre più a mancare. In questo contesto, alcuni cercano di procurarsene con mezzi tutt’altro che leciti: è il caso del furto alla Cellini Gold di piazza Santa Croce, dove un colpo è stato solo parzialmente sventato impedendo il furto della cassaforte, rimasta per strada insieme al furgone usato come ariete, ma non di alcuni gioielli che i ladri sono riusciti a trafugare fuggendo su un’altra auto, apprendiamo dalla stessa testata e dal Tirreno Firenze, con la sola Forza Italia, nelle persone del consigliere Locchi e del capogruppo regionale Stella, a solidarizzare coi titolari e attaccare giustamente l’amministrazione per questo ennesimo episodio di delinquenza. Cade, tra l’altro, la propaganda del Partito AntiDemocratico sia sulla “bonifica” del Parco del Mensola (il quotidiano di Carlo Nicotra informa che «non è cambiato niente» quanto a «risse, rifiuti e degrado», lo stesso presidente del Q2 ammette peraltro, o cerca di giustificare, che, essendo l’area privata, non si dispone di «strumenti di legge efficaci»), sia sulla narrazione “green” (il rapporto ISPRA rilanciato da Repubblica Firenze conta 468 ettari di suolo, per una media di 1 al giorno, sottratti al verde dalla cementificazione in tutta la Toscana). Come si possa trovare gente disposta a credergli senza un corrispettivo conguaglio, rimane un mistero. (JCM)