Capannoni & pelli. Atto XV: sensali senza scrupoli e polizze senza coperture?

SambucaValDiPesaPontePanorama

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Paghi il premio, ma resti scoperto proprio quando servirebbe di più.

 

È una segnalazione, circa alcune proposte di polizze Allianz, che perviene in questi giorni alla redazione di La Firenze che vorrei, anche alla luce del nostro interesse sui movimenti di Allianz – e sul peso di Furi – e delle pressioni esercitate su di noi “per conto” di Allianz per farci desistere. Al centro una polizza “Ultra Salute” con la formula “top”. Dopo aver ricevuto preventivo e fascicolo, il potenziale cliente ha inviato un lungo elenco di osservazioni. La risposta dell’agenzia chiude di fatto ogni margine: alcuni limiti «sono dei limiti inderogabili da parte della compagnia».

Ma quali sono esclusioni contestate? Proviamo a capirlo. Il vispo contraente segnala una serie di falle che a suo parere svuotano de facto la polizza:

  1. Patologie gravi: è prevista l’esclusione per «infezioni da HIV e immunodeficienza acquisita AIDS». E il limite è, appunto, inderogabile;
  2. Pandemie: sono escluse le «epidemie aventi caratteristica di pandemia dichiarata da OMS». Stessa risposta: inderogabile. «Se la pandemia dura anni, come già avvenuto, perché io dovrei pagare la polizza?», si domanda il potenziale cliente;
  3. Eventi naturali e ambientali: esclusi terremoti, alluvioni ed eventi atmosferici. Esclusi anche i danni da inquinamento (particolarmente interessante questo punto);
  4. Altre voci: risultano escluse infarto «da qualsiasi causa», rottura tendini, ernie e cure dentarie. Sull’infarto l’agenzia precisa, tuttavia, che l’esclusione vale solo per la formula “Essential” e non per la “Top” suggerita al potenziale cliente (ci sono infartuati di serie A e serie B?). Sulle cure dentarie, precisa che sono coperte solo se riconducibili a infortunio.

Oltre alle esclusioni, il contraente contesta il funzionamento pratico. Denuncia l’obbligo di denuncia entro 5 giorni con certificato medico: «Il medico di famiglia non è affidabile». E l’assenza di franchigia per le spese mediche: «sarebbe servita a decongestionare».

Fa notare, lo stesso, di non avere al momento alcuna copertura e che «in assenza della collaborazione di un medico di famiglia, non serve avere una polizza salute». Cita, inoltre, una precedente esperienza negativa con Allianz in caso di infortunio.

Chiede infine «un referente burocratico fiduciario personale» e «un servizio medico personale», perché il contratto «non è scritto ipotizzando che l’assicurato sia solo ed in condizioni di grave impedimento».

L’assicuratore prova a replicare. Conferma che le esclusioni per HIV e pandemie sono inderogabili. Precisa che molte delle esclusioni riguardano la garanzia assistenza e non la garanzia spese mediche. E che per infarto, rottura tendini ed ernie i limiti valgono solo per la formula Essential, non per la Top.

Sulla gestione dei sinistri indica i canali: app, call center o agenzia con persona dedicata.

Nella mail iniziale il cliende chiede esplicitamente all’intermediaria, una agente di Allianz già nota nella vicenda da noi ricostruita in quanto proveniente da San Miniato e dalla ex banca locale (la quale più che vendere prodotti Allianz si premurava di attrarre altri portatori di interessi, come Gabetti o KPMG), di «evitare telefonate ansiogene» e di rispondere solo per iscritto. Meglio, appunto, lasciare traccia.

Il confronto si chiude senza che le esclusioni vengano modificate. Il contraente si riserva di valutare altre compagnie: «Ho chiesto ad altra compagnia se anche loro hanno le stesse esclusioni… a parità di esclusioni sceglierò Allianz».

Ma c’è un di più. La finalità di quella polizza era, da quanto si legge e ricostruisce, la sofferenza o, meglio, la completa sottomissione del cliente ad Allianz. E, infatti, non vi è alcuna risposta alle osservazioni sugli articoli capestro. La consulente Allianz intermediaria voleva, insomma, solo l’ottenimento della fatidica firma. Un atto di volontaria e manifesta volontà di abbandono a loro. Questo è un problema collettivo, se è un metodo aziendale di Allianz, ed è un problema personale. Potevano mancare in questa vicenda, tra geometri non euclidei e avvocati mangia-osei, tra mogli pronte a farsi ex e piccoli profittatori, bambini sperduti, anche i sensali con il pelo sullo stomaco? Collezionali tutti! Ma, soprattutto, perché sono stati tutti attratti dal miele di Tarchiani?