Caso Ferraro, il centrodestra abbadona il Consiglio comunale: «Nessuna scusa, si dimetta»

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La vicenda delle dichiarazioni del presidente del Quartiere 5 approda in Consiglio comunale. Le opposizioni chiedevano scuse pubbliche da Filippo Ferraro o dalla sindaca Funaro, ma dopo aver denunciato il silenzio delle istituzioni hanno lasciato il Salone dei Duecento. Il Pd replica parlando di «show» e propaganda

 

La brutta vicenda delle parole del presidente del Quartiere 5, Filippo Ferraro, approda in Consiglio comunale e provoca una nuova frattura tra maggioranza e opposizioni. Il centrodestra oggi ha abbandonato il Salone dei Duecento dopo aver contestato l’assenza di scuse pubbliche per le dichiarazioni rivolte da Ferraro a cittadini e commercianti, finite al centro delle polemiche nelle scorse settimane. Per Fratelli d’Italia, Lista Schmidt, Lega, Forza Italia e Gruppo Misto-Noi Moderati, la seduta avrebbe dovuto rappresentare l’occasione per una presa di posizione chiara: il presidente del Quartiere 5 avrebbe dovuto presentarsi in aula per chiedere scusa oppure, in alternativa, avrebbe dovuto intervenire la sindaca Sara Funaro, «per rispetto di tutti i fiorentini». Una presa di posizione che, secondo i consiglieri di opposizione, non è arrivata.

«Partecipazione, democrazia, inclusione. Parole al vento», è l’accusa contenuta nella nota congiunta con cui hanno motivato la protesta. I gruppi di centrodestra parlano di un «maldestro tentativo di ridimensionare la gravità di quanto accaduto» e rivendicano il diritto dei cittadini a manifestare il proprio dissenso senza essere delegittimati dalle istituzioni. «Un presidente di Quartiere rappresenta tutti, non soltanto chi condivide le sue posizioni», sottolineano, richiamando anche la lettera di una cittadina che ha chiesto rispetto indipendentemente dalle appartenenze politiche. Da qui la richiesta esplicita di dimissioni: «Sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Ma quando a perseverare è chi rappresenta le istituzioni, dimettersi diventa l’unico gesto di responsabilità».

Una contestazione che la maggioranza ha respinto senza attenuare i toni. Il capogruppo del Pd Luca Milani e i vicecapogruppo Alessandra Innocenti e Cristiano Balli hanno definito l’iniziativa del centrodestra «l’ennesimo show, uno spettacolo indegno».

Resta però sullo sfondo la questione che ha originato lo scontro: le dichiarazioni di un presidente di Quartiere nei confronti di cittadini e commercianti e la richiesta di una presa di responsabilità pubblica. Una controversia che, al di là delle reciproche accuse tra i gruppi consiliari, continua a interrogare il rapporto tra rappresentanti istituzionali e cittadini che contestano il loro operato.