Una nota del 26 ottobre a firma della Misericordia di Roccasecca, visionata La Firenze che Vorrei, insieme a 5 documenti contabili ufficiali della Confederazione. Il 7 novembre a Pistoia all’OdG bilancio consuntivo, piano triennale di risanamento, organigramma e provvedimenti su perdita di qualità di associato.
A Pistoia non si va solo per approvare un bilancio. L’Assemblea Nazionale della Confederazione Nazionale delle Misericordie d’Italia, convocata dal Presidente Domenico Giani per sabato 7 novembre (per ora, salvo non improbabili disdette, sempre a quanto risulta alla redazione) in via Nazario Sauro, arriva dopo mesi di rinvii e con sul tavolo una richiesta di accesso agli atti che tocca i nervi scoperti della gestione.
La richiesta è in una PEC del 26 ottobre, che questo giornale ha visionato. Mittente: la Misericordia di Roccasecca (Frosinone). E la firmano: la Governatrice pro tempore Avv. Angela Caprio, la Presidente dell’Organo di Controllo Dott.ssa Daniela Mancinelli e l’Organismo di Vigilanza Dott. Giuseppe Russo.
Cosa chiedono? In base all’art. 12 dello Statuto e alle norme del Codice del Terzo Settore, chiedono di vedere le carte: dai versamenti delle quote della Federazione Toscana dal 2021 al 2025, alla rendicontazione dei progetti ministeriali – in particolare il progetto Hope di cui Roccasecca si dichiara partner – fino agli atti sul servizio 118 di Benevento, sulle partecipazioni societarie e sui contenziosi dal 2019 in poi.
È un atto che ha anche un riflesso elettorale. I mittenti, infatti, esprimono una loro tesi giuridica – che riportiamo come tale e che spetterà agli organi competenti verificare – secondo cui l’eventuale mancanza di attestazione di regolarità dei versamenti per l’intero quinquennio porrebbe, a loro giudizio, un problema di candidabilità per il candidato espressione della Misericordia di Arezzo. Va ricordato, per completezza d’informazione, che la stessa Avv. Caprio risulta tra i candidati alla presidenza. Si tratta, ribadiamo, di una valutazione di parte.
Nella stessa nota i mittenti rappresentano, sempre come loro tesi, che eventuali carenze informative potrebbero esporre le delibere a eccezioni di annullabilità, riservandosi azioni davanti al Tribunale delle Imprese.
Cosa dicono i numeri su cui si andrà al voto
L’oggetto principale dell’Assemblea resta il bilancio. Questo giornale ha visionato il Bilancio Consuntivo 2025 (aggiornato al 2 settembre scorso) nelle due versioni analitica e budget e consuntivo, il Riclassificato ETS e la Relazione di Missione.
Il dato di sintesi è identico in tutti i documenti: il 2025 chiude con una perdita di 2.006.326,33 euro. La Relazione di Missione, che è parte integrante del bilancio, lo scrive testualmente e lo attribuisce – sempre secondo quanto riferito nella Relazione stessa – in misura significativa a fatti risalenti a esercizi precedenti e a svalutazioni prudenziali recepite nel 2025, che potrebbero generare in futuro sopravvenienze attive.
La continuità aziendale per i prossimi 12-18 mesi, sempre secondo quanto attestato nella Relazione, è fondata su un piano di riequilibrio e su contributi statali indicati come di certezza giuridica: 1,2 milioni per il 2026 e 1,7 milioni per il 2027.
Il confronto tra quanto preventivato e quanto in consuntivo aiuta a capire lo scostamento: a fronte di costi preventivati per 8,2 milioni, il consuntivo arriva a 11 milioni. I ricavi passano da 8,2 milioni preventivati a 9 milioni in consuntivo.
Dove si concentra lo scostamento? Nei documenti risultano tre voci prudenziali che pesano da sole per quasi 1,8 milioni: 530 mila euro di svalutazione crediti – di cui 493 mila, secondo la Relazione, verso il cliente Consorzio Opere di Misericordie – 920 mila euro di accantonamento per rischi, che secondo la Relazione corrisponde a un contenzioso INPS su anni pregressi con ricorso pendente a Firenze e ruolo sospeso e che potrebbe quindi rivelarsi non dovuto, e 373 mila euro di sopravvenienze passive, che includono lo stralcio di crediti per quote fuori Toscana 2019-2022 per circa 222 mila euro.
Capitolo consulenze e difesa. Il consuntivo analitico indica circa 482 mila euro per consulenze su attività di interesse generale e 531 mila per supporto generale, costi che risultano in parte rendicontati sui progetti. Per il collegio difensivo, il preventivo complessivo era di 398.500 euro, di cui 240 mila per il ricorso in Corte dei Conti, mentre il consuntivo si attesta a 396.616 euro, di cui 90 mila per lo stesso ricorso, con un risparmio quindi di 150 mila euro sulla voce ricorso.
La liquidità, dai documenti, risulta di 251.842 euro nel consuntivo analitico e 327.342 euro nel riclassificato, con 407 euro di cassa contanti. I debiti verso fornitori risultano pari a 5,6 milioni, quelli tributari a 1,7 milioni rateizzati, i fondi rischi complessivi a 2,5 milioni.
Il nodo Toscana e la spiegazione ufficiale
Qui si arriva al punto più delicato. Alla voce “Quote associative o apporti ancora dovuti” al 31 dicembre 2025, per 1.135.684 euro complessivi, la Relazione dettaglia: 322.934 euro fuori Toscana e 812.750 euro riferibili alla Toscana, di cui 540 mila per il 2024 e 272.750 per il 2025.
La stessa Relazione, però, fornisce una spiegazione tecnico-contabile che va riportata per completezza e per doveroso contraddittorio: il credito toscano, si legge, è «coerente, nelle tempistiche, agli anni precedenti, considerando che tali quote vengono versate a seguito del pagamento da parte della Regione Toscana, che avviene dopo il consolidamento ed il controllo da parte della stessa Regione, dei dati relativi alla produzione dei servizi dell’anno precedente, normalmente tra Giugno e Settembre dell’anno successivo».
Progetti, 118 e contenziosi
I progetti ministeriali chiudono, secondo la Relazione, con ricavi per 1,39 milioni e costi per 1,81 milioni, margine negativo di 422 mila euro, formato – sempre secondo la Relazione – da cofinanziamenti a carico della Confederazione: 260 mila euro su Hope.3, 124 mila su Hope.4 e 21 mila su Betlemme.
I dati di dettaglio del budget vs consuntivo confermano costi per 601 mila euro e ricavi per 341 mila su Hope.3, e costi per 311 mila e ricavi per 186 mila su Hope.4.
I servizi sanitari, invece, risultano in leggero attivo: ricavi 4,7 milioni, costi 4,7 milioni, margine di 57 mila euro. Nel dettaglio, secondo la Relazione: il 118 di Benevento segna una perdita di gestione corrente di 103 mila euro, il Policlinico Gemelli un avanzo di 57 mila, il 118 di Avellino un avanzo di 103 mila.
Sul fronte giudiziario, la Relazione riferisce, tra i fatti successivi: quattro decisioni favorevoli su quattro della Corte di Giustizia Tributaria Toscana a gennaio 2026, poi impugnate con ricorso in Cassazione dall’Agenzia a luglio; quattro sentenze sfavorevoli su 18 procedimenti a Benevento nel primo trimestre 2026 per circa 203 mila euro; e la sentenza n. 70/2025 della Corte dei Conti, Sezione Calabria, che indica una condanna in via sussidiaria per 10.398.053 euro oltre accessori a favore del Ministero dell’Interno per la vicenda del CARA di Isola Capo Rizzuto, su un danno complessivo stimato in 34 milioni. Sentenza che risulta impugnata in appello, con parere legale che qualifica il rischio futuro come possibile ma non probabile secondo quanto riportato in Relazione. Procedimento quindi pendente, senza statuizione definitiva.
E l’immobile di Firenze?
Capitolo patrimonio: l’immobile simbolo di via dello Steccuto a Firenze, secondo la visura catastale T254867 e le ispezioni ipotecarie visionate, risulta intestato al 100% a Millennium Service S.r.l., società indicata in bilancio come interamente partecipata dalla Confederazione con un finanziamento soci infruttifero di 508 mila euro, ma giuridicamente distinta. Sullo stesso immobile risultano, come già scritto da questo giornale, tre ipoteche volontarie a favore di Banca Monte dei Paschi per capitale originario di 3,783 milioni e montante iscritto di 7,566 milioni, importo che ai sensi dell’art. 39 del Testo Unico Bancario comprende interessi, spese e accessori e non coincide quindi con il debito residuo effettivo.
Verso l’assemblea del 7 novembre
L’ultima Assemblea, quella del 30 maggio a Montecatini Terme, il cui verbale è indicato come da approvare al punto 2 dell’ordine del giorno del 7 novembre, certifica – secondo quanto ivi riportato – 349 presenti su 649 aventi diritto, il rinvio della nomina dell’Organo di Controllo per carenza di candidature e la permanenza dell’organo attuale, quello guidato da Bagnoli, in prorogatio.
Ora l’ordine del giorno di Pistoia prevede dieci punti: dal verbale al bilancio, dal piano triennale di risanamento al nuovo organigramma, dalla nomina dell’organo di controllo alle domande di ammissione e ai provvedimenti sulla perdita di qualità di associato.
Interpellato da questo giornale sulla voce di un possibile annullamento dell’Assemblea del 7 novembre, il Presidente Domenico Giani ha dichiarato: «Stiamo lavorando ad ipotesi di progetto. Ancora non è deciso nulla». Giani ha aggiunto che l’eventuale spostamento sarebbe motivato dalla scelta di presentare «ipotesi di lavoro future».
Tutti i documenti citati sono stati visionati da questo giornale. La redazione resta a disposizione per pubblicare ogni replica documentata.


