«La sindaca Funaro e il presidente del Consiglio comunale avrebbero dovuto rispondere ai cittadini». La maggioranza viene accusata di evitare il confronto con chi protesta
Il centrodestra ieri ha abbandonato l’aula del Consiglio comunale per protestare contro le offese rivolte ai cittadini e Luca Milani, capogruppo del PD, ha risposto tirando in ballo Giorgia Meloni. Una replica che, secondo Fratelli d’Italia, Lista civica Eike Schmidt, Lega, Forza Italia e Gruppo Misto-Noi Moderati, serve soltanto a spostare l’attenzione dal caso Ferraro e dalle parole contestate a commercianti, avvocati e cittadini che hanno esercitato il proprio diritto democratico.
«Quando un capogruppo di maggioranza, per difendere l’indifendibile, è costretto a tirare in ballo il Presidente del Consiglio, significa che gli argomenti sono finiti. Luca Milani è ormai alla frutta», attaccano i consiglieri, secondo i quali il PD starebbe cercando di trasformare una vicenda cittadina in uno scontro con il Governo per evitare di affrontare le proprie responsabilità. Il centrodestra contesta soprattutto l’assenza di una presa di posizione della maggioranza durante la seduta consiliare: «Milani avrebbe avuto un’occasione molto più seria per dimostrare il proprio senso delle istituzioni: alzarsi ieri in Consiglio comunale e prendere la parola, anche a nome dell’intera maggioranza, per spiegare cosa pensa il PD delle offese rivolte a commercianti, avvocati e cittadini. Non lo ha fatto. Ha preferito attaccare noi e parlare di Meloni».
Alle accuse di Milani sui banchi vuoti delle opposizioni, i gruppi di centrodestra replicano ricordando che l’abbandono dell’aula era stato annunciato pubblicamente come forma di protesta istituzionale. Ma soprattutto riportano alla memoria un precedente che riguarda direttamente il capogruppo dem: il 20 febbraio 2025 fu proprio Milani a guidare l’abbandono della Commissione 8, provocando la conclusione della seduta dopo appena 18 minuti. «E allora lo spreco di tempo e risorse pubbliche, compresa la questione dei gettoni di presenza per i consiglieri rimasti, non rappresentava un problema?», chiedono polemicamente i consiglieri, contestando anche il tentativo di ridurre la protesta a una questione economica. «Ridurre oggi una protesta istituzionale a una questione economica significa non avere più argomenti». Da qui un’altra stoccata al capogruppo dem: «Per certe polemiche i banchi più appropriati sono quelli dell’asilo, non quelli del Consiglio comunale».
Il nodo politico, tuttavia, resta quello della partecipazione democratica e del rapporto tra amministrazione e cittadini. Il PD accetta la partecipazione soltanto quando si traduce in consenso, mentre considera un problema le contestazioni e le critiche, questa l’accusa del centrodestra: «Si riempie la bocca di democrazia e inclusione, ma davanti a migliaia di firme preferisce delegittimare anziché ascoltare», sostengono le opposizioni, che vedono nella vicenda un atteggiamento di crescente chiusura verso chi manifesta dissenso. Una contraddizione che, secondo il centrodestra, emerge proprio nel momento in cui cittadini, commercianti e professionisti chiedono ascolto e rispetto. «I fiorentini hanno ormai capito che dietro le lezioni di democrazia del PD si nasconde un’arroganza politica sempre più evidente», affermano i consiglieri.
La replica si conclude tornando sulle due assenze che il centrodestra considera politicamente più significative di quelle contestate da Milani: quella di Filippo Ferraro, che non si è presentato in Consiglio comunale per rispondere delle proprie parole, e quella della sindaca Sara Funaro, assente durante una seduta nella quale, secondo le opposizioni, sarebbe stata necessaria una risposta istituzionale ai cittadini coinvolti.
E ancora: «Un presidente che non viene a rispondere e una sindaca che non c’è». La conclusione dei gruppi di centrodestra è una rivendicazione della protesta e un’accusa diretta alla maggioranza: «Il centrodestra ha lasciato l’aula per difendere la dignità dei cittadini. Il PD ha scelto di cambiare argomento per non rispondere loro. E questa differenza i fiorentini l’hanno capita. E anche molto bene». Lo dichiarano congiuntamente i consiglieri di Fratelli d’Italia, Lista Schmidt, Lega, Forza Italia e Gruppo Misto-Noi Moderati.

