Consiglio aperto, nicchia Pierguidi (Q2). Sinistra Progetto Comune: “Sempre sì al confronto”

GERMOGLI PH: 3 GIUGNO 2024 FIRENZE CHIESA BASILICA DI SANTO SPIRITO DIBATTITO FRA I CANDIDATI SINDACO SULLA SICUREZZA DEL QUARTIERE NELLA FOTO DMITRIJ PALAGI

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Palagi e Palandri: “Decine di cittadine e cittadini, a partire dall’impegno di Ribella Firenze hanno chiesto un consiglio aperto al Quartiere 2. Già due quartieri — il Q1 e il Q3 — lo prevedono esplicitamente”. Il Q2 fa regolamento a sé?

 

“Il Presidente del Quartiere 2 pare non voglia accettare la richiesta di decine di cittadine e cittadini che hanno risposto a un’iniziativa lanciata da Ribella Firenze, per convocare un consiglio aperto (una raccolta firme è in corso da parte del Comitato Contro il Comando NATO). La motivazione addotta sarebbe che il regolamento interno del Q2 non prevede tale strumento. Il regolamento del Quartiere 1 prevede esplicitamente, all’articolo 14, che il Presidente possa convocare sedute “aperte” del Consiglio, anche fuori dalla sede, per rilevanti motivi di interesse della comunità. Il regolamento del Quartiere 3 prevede, all’articolo 13, che per argomenti rilevanti e specifici il Consiglio sia organizzato in modo da consentire l’intervento diretto di organizzazioni e di singole cittadine e singoli cittadini”.

Lo dichiarano Dmitrij Palagi, consigliere comunale di Sinistra Progetto Comune, e Lorenzo Palandri, consigliere al Q2.

“Ciò detto, non è necessario che sia normata la partecipazione, per favorirla – aggiungono -: le regole servono a gestire i processi reali e da questi occorre sempre partire. Anche dove il regolamento non lo prevede attualmente, la risposta giusta non è ‘non si può fare’, ma semmai modificare il regolamento per rendere possibile ciò che la cittadinanza chiede. Sinistra Progetto Comune ha già depositato la mozione 2026/00642 per introdurre la possibilità del Consiglio Comunale aperto a Palazzo Vecchio, con un percorso di sei mesi per arrivare a una modifica condivisa dei regolamenti e un primo consiglio aperto sperimentale entro la fine della consiliatura. Presenteremo mozioni analoghe in tutti i quartieri, perché riteniamo che questo strumento debba essere disponibile in modo uniforme su tutto il territorio, magari da adattare con elasticità alle esigenze dei rioni o alla vicenda specifica. Grazie al Presidente della Commissione Affari Istituzionali la nostra mozione per il Consiglio comunale aperto sarà discussa giovedì pomeriggio”.

“Vogliamo essere chiari: il tema si pone a prescindere dalle ragioni per cui si chiede un Consiglio aperto, il confronto con la cittadinanza deve sempre esserci. Ribella Firenze non ha fatto parte della nostra coalizione, ma non per questo vogliamo ignorare le decine di firme della residenza. Se il Consiglio di Quartiere apre solo quando gli argomenti sul tavolo sono graditi, non è uno strumento di partecipazione democratica: è uno strumento di legittimazione selettiva. Difendere il diritto a un consiglio aperto non significa necessariamente condividere le posizioni di chi lo richiede. Significa non avere paura del confronto. Per questo ci appelliamo a tutti i gruppi di maggioranza e opposizione: permettiamo che si svolga!”

“Essere eletti ed elette non significa essere al riparo dal giudizio di chi ci ha mandato a rappresentarle e rappresentarli. Al contrario: la possibilità di essere interpellate e interpellati direttamente, nelle forme e nelle regole stabilite, è ciò che rende la rappresentanza democratica qualcosa di diverso da una delega in bianco. Consigli aperti, consigli di quartiere accessibili, istituzioni che ascoltano: non sviliscono il ruolo delle persone elette, le rendono più richiamabili e più responsabili. È esattamente quello che dovrebbe accadere”, concludono Palagi e Palandri.