L’arrivo in città dell’ex generale Roberto Vannacci, che in realtà non avrebbe dovuto esserci, ma che ha scelto di inaugurare la seconda sede fiorentina proprio per «concedersi» agli oppositori, che non hanno mancato di manifestare contro di lui
Coverciano isolata dal resto della città, un elicottero in sorvolo per tutta la mattinata, blindati di Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza a presidiare e bloccare l’importante arteria di via Gabriele D’Annunzio, linee del trasporto pubblico deviate.
Tutto questo solo perché, in via Novelli, «osa» aprire una sede il partito dell’ex generale Vannacci.
Un sabato mattina di ordinaria follia per un quartiere tranquillo, al quale è stata impedita la normale vita quotidiana, soltanto perché il partito dell’ex generale ed europarlamentare Roberto Vannacci ha inaugurato la sua seconda sede in città, proprio in via Novelli.
Erano giorni che, di fronte ai giardini della Montagnola e accanto alla scuola Lucrezia Mazzanti, stazionavano alcuni blindati per «proteggere» le ultime opere all’interno del fondo di via Novelli Ed erano altrettanti giorni che il popolo degli Antifa, nel nome di Coverciano antifascista, prometteva proteste contro l’apertura della sede.
Partendo dal presupposto che, se un partito è considerato legale, è anche libero di aprire la propria sede dove vuole, in un Paese libero è altrettanto democratico che ci sia chi è favorevole e chi contrario alla sua presenza nel quartiere, ma troviamo davvero eccessivo che l’inaugurazione di una sede di partito si trasformi in un potenziale scenario di guerriglia urbana, con le forze dell’ordine in assetto antisommossa per difendere i compari di Vannacci dagli insulti, dalle uova e da quant’altro potessero lanciare i contestatori oltre lo schieramento degli agenti e le transenne dei giardini della Montagnola.
Da una parte le bandiere con il tricolore e l’inno di Mameli, dall’altra offese e minacce contro chiunque si trovasse al di là dello scudo delle forze dell’ordine.
Il generale si è concesso alla sua folla e anche a quella oltre le «barricate», alla quale ha dedicato persino il suo saluto: «Buongiorno Firenze, buongiorno Coverciano e buongiorno anche ai puzzoni».
Un termine con cui, sui suoi canali social, ha ribattezzato, insieme a «fannulloni», i suoi oppositori di estrema sinistra.
Prima del taglio del nastro, l’europarlamentare si è concesso ai microfoni dei cronisti, ai quali ha ribadito la sua ricetta politica in tre punti: stop immediato alla guerra tra Russia e Ucraina, avanti con la remigrazione di massa e fine delle politiche green imposte da Bruxelles.
Dopo il taglio del nastro e le foto di rito con fan e simpatizzanti, accompagnate dalle grida degli Antifa oltre le transenne dei giardini della Montagnola, rimane il bilancio di un sabato di ordinaria follia.
Quattro gatti, da una parte e dall’altra delle barricate, sono riusciti a rendere impossibile il sabato mattina di un intero quartiere, quello tranquillo di Coverciano.


