Il candidato del raggruppamento civico L’Alternativa c’è, sostenuto tra gli altri da Radicali, Prato Libera e Sicura (lista dell’ex assessore-sceriffo Aldo Milone) e Partito Liberal Democratico (Marattin): “Il legislatore e le corti ritengono che, dopo due mandati pieni consecutivi, il legame tra sindaco e macchina amministrativa diventi un potenziale ostacolo alla libera espressione democratica”.
“Perché abbiamo sollevato il tema della possibile ineleggibilità di Matteo Biffoni? Il punto è sia politico che giurisprudenziale. Inoltre, lo abbiamo detto ieri e non abbiamo aspettato la presentazione delle liste sia per il bene della nostra città, che non può permettersi altro caos amministrativo dopo il commissariamento, sia per trasparenza e lealtà nei confronti dei nostri avversari”. Lo fa sapere oggi il candidato sindaco a Prato, sfidante del duo volte sindaco Matteo Biffoni, Jonathan Targetti.
“I dubbi sulla eventuale ineleggibilità di Matteo Biffoni a candidarsi oggi per un terzo mandato – spiega ancora Targetti –emergono dalla semplice lettura di una norma da cui si deduce chiaramente la volontà del legislatore, la cui interpretazione è stata nel tempo confermata da molta giurisprudenza, soprattutto dai Tar, dalla Cassazione, dal Consiglio di Stato e dalle linee guida del Ministero dell’Interno: è qui che le sentenze chiariscono che la breve parentesi di un successore – aggiunge riferendosi alla ex sindaca Ilaria Bugetti le cui dimissioni hanno portato al commissariamento – non azzera il passato e soprattutto non crea la necessaria discontinuità”.
“La ratio di queste norme, e della giurisprudenza che le conferma, è la ‘tutela della fisiologica alternanza democratica’. Il legislatore e le corti ritengono che, dopo due mandati pieni consecutivi, il legame tra sindaco e macchina amministrativa diventi – fa notare – un potenziale ostacolo alla libera espressione democratica. La legge vuole impedire, per principio, che il sistema si “incrosti” su un’unica figura e tenda a sedimentare clientele e consorterie”.
“Siamo pronti a portare questa battaglia, sostenuta da Radicali Italiani e Liberisti Italiani, anche al Tar e al Consiglio di Stato – annuncia -. È una battaglia in difesa di una necessaria alternanza democratica e contro i sistemi di potere locali”.
