Debâcle del centrodestra: anche Cascina e Pistoia tornano al PD, Arezzo e Viareggio al ballottaggio. «Ponte al Pino ha retto»? Falso. La Firenze sui giornali di martedì 26 maggio

GERMOGLI PH 24 SETTEMBRE 2022 EMPOLI PREPARAZIONE SEGGIO ELETTORALE ELEZIONI VOTO POLITICA POLITICHE © TOMMASO GASPERINI FOTOCRONACHE GERMOGLI

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In questo stesso giorno, sette anni fa, si svolgevano le elezioni amministrative ed europee. Erano i tempi del governo M5S-Lega e l’«ondata populista», come sprezzantemente definita dai suoi avversari, sembrava incontenibile. Oggi, gli stessi esponenti di quella stagione si sono svegliati dopo le votazioni senza aver vinto un solo Comune in tutta la Toscana e avendo addirittura perso roccaforti all’apparenza consolidate, come Cascina di Pisa (prima nella regione ad avere un’amministrazione di centrodestra, esattamente dieci anni fa con Susanna Ceccardi) e Pistoia (finora governata dall’attuale portavoce dell’opposizione in Regione, Alessandro Tomasi, dal 2017), in cui è tornato a vincere il PD. Sesto Fiorentino «sempre più rossa» (Corriere Fiorentino), ma «sta sbiadendo» (Il Tirreno Firenze) per effetto delle frizioni con gli ecologisti: resta il fatto che Sforzi ha vinto al primo turno, come Biffoni a Prato e Capecchi a Pistoia. Il centrodestra vince solo a Orciano Pisano, Pontremoli e Villafranca in Lunigiana, mentre la Lucchesia è tutta dem e Arezzo e Viareggio andranno al ballottaggio il 7 e l’8 giugno, coi partiti di governo in vantaggio solo nella prima. Le civiche si affermano a Capraia Isola e Sorano e l’affluenza si è attestata al 55.7%, il 6.3% in meno rispetto a cinque anni fa e sotto del 4.3% rispetto alla media nazionale. La sintesi dello spoglio elettorale, offerta con dovizia di particolari e interviste da Repubblica Firenze, Corriere Fiorentino, La Nazione Firenze e Il Tirreno Firenze, conferma tutte le ragioni del sempre crescente distacco popolare dall’elettoralismo e dalla politica istituzionale in un filo rosso che si snoda lungo i principali aggiornamenti quotidiani: spicca, su tutte, la fake news di Repubblica Firenze secondo cui il traffico su Ponte al Pino avrebbe «retto», smentita dai colleghi del Corriere Fiorentino e de La Nazione Firenze. Nel primo si parla di «lunghe code fino a Piazza Edison» e di «Cure in tilt», riportando testimonianze di giovani e anziani, tra studenti che impiegano mezz’ora in più con l’autobus per andare e tornare da scuola e signore che per andare a Careggi avevano già dovuto cambiare quattro mezzi; nel secondo si riassume la situazione in un «male ma non malissimo», specificando che solo i viali hanno evitato il blocco totale, ma confermando il «tilt» per Cure e Campo di Marte, nella cui prima, secondo Il Tirreno Firenze, si sono avuti «gli ingorghi maggiori», con «disagi, code e rallentamenti dalla chiusura del cavalcaferrovia». Anche La Nazione Firenze ha dato voce, peraltro, ai disagi dei residenti, nella fattispecie dei commercianti, per la soppressione massiva di parcheggi che per loro significheranno «zero clienti». Altrettanto soppressa, emblematicamente, è stata, dopo appena sei mesi, l’offerta del «Caffè del Fiorentino» da Rivoire in piazza della Signoria, al costo di 1€ per chi dimostrasse di essere residente in città. Manco a dirlo, i prezzi sono tornati a 1.80: se l’obiettivo era «dimostrare la possibilità di poter vivere il centro storico», è stato fallito in pieno a ulteriore conferma dell’invivibilità del contesto cittadino. Rientranti in ciò le polemiche, sicuramente avvenute, dei tipici figli della firenzina che hanno cercato di approfittarsene e di cui è stato dato conto nell’articolo in tema del Corriere Fiorentino. E mentre altri tre Comuni in Versilia (Viareggio, Forte dei Marmi e Pietrasanta) si vedono bocciare la richiesta di proroga delle concessioni, chi di acqua invece non ne ha per nulla sono gli studenti del “Calamandrei”, scesi in piazza a decine davanti al Consiglio regionale e che, dà loro voce La Nazione Firenze che ha coperto la loro protesta insieme a Corriere Fiorentino e Il Tirreno Firenze, hanno scoperto solo dai giornali che esisteva la possibilità di un trasferimento temporaneo. Nello studentato, muffa e abbandono sprigionano un terribile odore già all’ingresso, uno stato di cose che ci vorranno 18 giorni per risistemare, con l’assessore Manetti che ha saputo del tutto soltanto due giorni fa. Elettore: sicuro che con “quegli altri” le cose cambieranno? (JCM)

 

In copertina: Copyright Fotocronache Germogli