Il consigliere di Lista Schmidt analizza la bassa affluenza e le dinamiche locali che hanno frenato il cosiddetto campo largo, lanciando una strategia concreta per un’opposizione credibile in vista delle prossime amministrative fiorentine
Nel pieno dei primi resoconti sulle amministrative di lunedì, il consigliere di Lista Schmidt Paolo Bambagioni non usa giri di parole e analizza senza sconti il responso delle urne: “Il primo dato che emerge ormai è una costante, la scarsa attrazione da parte dei cittadini a essere coinvolti. Questo la dice lunga sul fatto che manca la fiducia nelle classi dirigenti”, sottolineando come il voto rimanga “molto condizionato dalle singole situazioni locali” e dalla “qualità dei candidati locali”.
Di fronte a questo quadro, Bambagioni lancia un piano chiaro e urgente per costruire un’alternativa credibile per Firenze e la Toscana: “se si vuole provare a cambiare qualcosa in Toscana, bisogna avere dei candidati disponibili fin da ora, una unità di intenti da parte non solo del centro-destra ma anche di tutta una serie di liste civiche, perché il cambiamento è sempre un arricchimento, una cosa positiva nel sistema democratico. E poi ovviamente ci vuole il tempo necessario per spiegare chi sono le persone che vogliono cambiare, e finanziamenti, perché poi la politica senza soldi non riesce ad arrivare alle persone con le dovute informazioni”, un programma che “dovrebbe essere sottoscritto da tutte le persone di buona volontà che vogliono cambiare l’andamento in Firenze e della Toscana, se non sono soddisfatti dell’attuale giunta che governano queste zone”. Tre anni di lavoro costante, unità vera e comunicazione efficace contro chi si sveglia solo a pochi mesi dal voto: questo l’appello tagliente di Bambagioni per restituire ai toscani una politica che meriti di essere votata.
